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Napoli, il grande business delle targhe straniere tra risparmio e rischi.

  

In città sono circa seimila, in aumento costante

Quanti bulgari, polacchi, romeni, cechi si muovono in auto nella nostra città? A giudicare dal numero di vetture con targa straniera, sono un vero esercito. Ma la targa di un’automobile, spesso, inganna.

Secondo una stima recente, nella sola città di Napoli circolano quasi seimila mezzi immatricolati in un paese estero; per la maggior parte provengono dalla Bulgaria ma esistono sacche importanti che giungono da Romania e Polonia. Il dato che unisce quasi tutte queste vetture è che sono utilizzate da persone nate, vissute e residenti qui in città. Cosa si nasconde, dunque, dietro la costante crescita di «targhe» straniere? Un disperato bisogno di risparmio economico. Seguiteci e vi chiarirete le idee.

In Italia assicurazione e tassa di possesso rappresentano spese enormi, spesso insostenibili per chi vuol muoversi in auto o in moto. Però in altri Paesi dell’Unione Europea il peso economico di queste stesse voci è quasi inesistente. Così è nato un mercato (che nella stragrande maggioranza dei casi è perfettamente lecito) grazie al quale è possibile sfruttare le condizioni migliori offerte all’estero.

La versione legale della vicenda prevede l’utilizzo della formula del noleggio a lungo termine presso strutture che operano in Paesi dell’Unione, quasi sempre in Bulgaria, ma anche in Romania e Polonia. Ci sono decine di agenzie, con propaggini anche nella nostra città, che offrono la formula della vettura in fitto per un tempo indeterminato, di auto straniere. Il contratto prevede anche la consegna a domicilio, qui in Italia, in cambio di un fisso, mensile o annuale, da corrispondere alla società che offre la vettura o il ciclomotore. In questo caso il risparmio c’è ma è molto limitato perché la cifra comprende, ovviamente, oltre al valore di tasse e assicurazione, anche il costo del noleggio.

Accade sempre più spesso, però, che dietro la formula del noleggio a lungo termine si nascondano tentativi di frode. Quello più comune prevede il definitivo acquisto dell’auto con targa straniera che, però, formalmente risulta sempre intestata alla società che la noleggia. In questo caso, c’è una spesa iniziale più alta, però il risparmio sui costi di gestione dell’auto è imponente: per un’auto di media cilindrata il corrispettivo annuale che comprende tassa di possesso, assicurazione e costi di agenzia, arriva a cinquecento euro; seicento nel caso in cui si tratti di un’auto di grossa cilindrata.

Questo è il mercato più fiorente al momento attuale. Se provate a navigare in rete troverete decine di offerte, per la maggior parte destinate a persone che non possono permettersi grosse spese. L’acquisto (nascosto da noleggio a lungo termine) riguarda soprattutto auto di medio/piccola cilindrata, per la maggior parte dei casi già usate. L’acquirente si trova, dunque, a pagare poco più di mille euro per diventare proprietario del veicolo e si carica di una spesa annuale di circa cinquecento euro: prezzi impensabili per chi è costretto a gestire un’auto immatricolata in Italia.

Esistono, ovviamente, anche altre possibilità. In questo caso decisamente fraudolente. Può capitare, ad esempio, che una vettura lussuosa regolarmente acquistata in Italia, venga cancellata dal registro automobilistico italiano per essere venduta a una società di noleggio estera, dalla quale la stessa persona che l’ha venduta la riprende in fitto a lungo termine. Si tratta, ovviamente, di una maniera per aggirare i controlli fiscali oltre che il pagamento dei tributi e dell’assicurazione in Italia e su casi del genere l’attenzione delle forze dell’ordine è molto alta. Non pensate, però, che tutte le auto lussuose o di grossa cilindrata immatricolate all’estero nascondano un tentativo di frode: abitualmente gli imprenditori che hanno aziende nei Paesi con regimi fiscali migliori, immatricolano il loro parco auto in quella nazione: in questo caso sono perfettamente in regola con la legge.

Anche il mercato delle auto immatricolate all’estero, però, nasconde qualche difficoltà. La prima, particolarmente complicata, riguarda la revisione. Nella maggior parte dei casi deve essere eseguita una volta all’anno. Per cui l’automobilista che ha in gestione un’auto straniera dovrebbe prevedere almeno un viaggio all’anno nella nazione dov’è registrata la sua vettura. Naturalmente per chi non ha voglia di sottoporsi a questa trasferta annuale, esistono organizzazioni illegali capaci diraccogliere i documenti e di restituirli dopo qualche giorno con tutte le validazioni del caso. Si tratta, ovviamente, di una azione illegale perché la revisione va regolarmente effettuata; e in più si rischia pure di incorrere in una truffa con la falsificazione della documentazione che, nella maggior parte dei casi, viene scoperta anche qui in Italia.

Un altro dettaglio di non secondaria importanza riguarda il pagamento delle contravvenzioni. Esiste una norma internazionale che prevede il versamento immediato della somma prevista dalla multa: se, insomma, i vigili o la stradale contestano un’infrazione, bisogna versare il dovuto nelle loro mani, in caso contrario scatta il sequestro del veicolo che verrà restituito solo dopo il pagamento.

(di Paolo Barbuto – Il Mattino)

#IVASS, indagine sui prezzi terzo trimestre 2016. Nulla di nuovo per il SUD.

L’IVASS RENDE NOTI I RISULTATI DELL’INDAGINE IPER SUI PREZZI PER LA GARANZIA
R.C. AUTO NEL TERZO TRIMESTRE 2016
È disponibile online il Bollettino Statistico con le informazioni dell’indagine IPER sull’andamento dei prezzi per la garanzia r.c. auto nel terzo trimestre del 2016.
Questi i principali risultati:
1) Il premio medio per la garanzia r.c. auto nel terzo trimestre 2016 è pari a 426 euro (rispetto a 452 euro del terzo trimestre 2015).
2) Il trend di riduzione dei prezzi mostra segnali di rallentamento: su base annua la variazione è stata pari a −5,9 per cento, mentre su base trimestrale si è avuto un +1,1 per cento (nel 2015 le due variazioni erano rispettivamente: −7,5 e +0,6 per cento).
3) Nell’ultimo anno le diminuzioni più accentuate di prezzo hanno riguardato maggiormente le province del sud caratterizzate tradizionalmente da premi elevati (Napoli, Taranto, Crotone, Brindisi e Reggio Calabria registrano cali di oltre 65 euro); le flessioni più contenute sono invece diffuse tra le province settentrionali con livelli di premi già in partenza molto bassi (Aosta, Bolzano, Gorizia, Sondrio, con diminuzioni inferiori a 10 euro).
4) Di conseguenza, si attenua la dispersione dei premi medi provinciali: mediamente l’automobilista di Napoli paga un premio superiore di 343 euro a quello della Valle D’Aosta (l’anno precedente, la differenza ammontava a 409 euro).

#IVASS, indagine sui prezzi a fine 2015. Nulla di nuovo per il SUD.

E’ disponibile online il bollettino statistico con le informazioni dell’indagine IPER sull’andamento dei prezzi per la garanzia r.c. auto nel quarto trimestre del 2015.
Questi i principali risultati:
1)Il premio medio per la garanzia r.c. auto nel quarto trimestre 2015 è pari a 439 euro; ilpremio è sceso del -2,9 per cento nell’ultimo trimestre del 2015 e del -7,6 per cento rispettoa fine 2014.
2)La variabilità dei prezzi nel territorio rimane ampia con prezzi tendenzialmente più alti nelleregioni del Centro-Sud.
3)La scatola nera è presente nel 15,8 per cento dei contratti stipulati nel quarto trimestre del2015 (era il 13,6 per cento nel quarto trimestre del 2014 e l’11,2 per cento nel quartotrimestre 2013).
4)La scatola nera è maggiormente diffusa nelle province in cui il prezzo della coperturar.c.auto è più elevato. Le prime 5 province per diffusione della scatola nera sono Caserta,Napoli, Salerno, Catania e Reggio di Calabria, con percentuali rispettivamente del 47, 41,32, 32 e 30 per cento sul totale dei contratti.

fonte: IVASS

Assicurazioni, i prezzi non scendono mai. (da automoto.it)

Negli ultimi anni abbiamo assistito a diversi proclami da parte della classe politica che promettevano fantasmagorici ribassi dei prezzi delle assicurazioni. Guarda caso però l’RC Auto ancora oggi continua costare una fortuna agli Italiani, che sborsano cifre molto più alte rispetto ai loro vicini europei, proprio mentre cala il livello del traffico. Per capire il perché di questa situazioni a dir poco assurda il nostro editorialista Enrico De Vita è intervenuto a Radio 1, all’interno del programma Voci del Mattino.

Anche nel 2015 ci saranno nuovi aumenti?

«Non è affatto detto che debbano esserci ulteriori aumenti sulle assicurazioni. In realtà ci sono tutte le condizioni per apportare sconti consistenti. Anche se alcuni giornali si affannano a ripetere che ci saranno aumenti per 1 milione e mezzo di automobilisti – la  cosa rientra nella normalità. Infatti, su un totale di 37 milioni di assicurati – la cifra di 1,5 milioni rappresenta circa il 4%, pari a quella di coloro che hanno causato almeno un incidente lo scorso anno. La cifra in realtà è un po’ gonfiata perché si riferisce al totale dei sinistri denunciati che hanno comportato l’applicazione del “malus”. Teoricamente dovremmo trovare il 50% di incidenti con colpa e un’altra metà di vittime di sinistri. Ma nella pratica bisogna considerare che le compagnie, quando possono, attribuiscono il “concorso di colpa, ovvero  il 50% della responsabilità ad un automobilista e il restante 50% all’altro. Così il numero di quanti subiscono aumenti del premio è superiore alla metà dei sinistri denunciati».Il traffico è in calo da anni, ma i prezzi delle assicurazioni in Italia rimangono alle stelle

Gli aumenti per chi è rimasto coinvolto in incidenti però sembrano inevitabili…
«Il fatto che qualcuno retroceda fa parte della logica stessa del bonus-malus. Il problema semmai è un altro. Dal momento che vediamo televisioni e giornali pieni zeppi di pubblicità di compagnie assicurative, disposte a tutto pur di accaparrarsi un nuovo cliente, vuol dire che ci troviamo ancora all’interno di un mercato lucrativo».

Qualcosa è migliorato negli ultimi anni?
«In un certo senso il mercato delle assicurazioni è diventato anche concorrenziale. Il merito è stato in gran parte dall’abolizione dell’obbligo di disdetta anticipata. Oggi infatti le compagnie sono terrorizzate dall’idea di perdere parte della clientela».

Ci sono sempre casi di incidenti con veicoli non assicurati. Cosa bisogna fare in questi casi?

«Purtroppo fino ad oggi si può fare ben poco in caso di incidente con un veicolo non assicurato. Se chi non è coperto da una regolare polizza assicurativa non possiede altri beni intestati – e spesso è così – il recupero dell’eventuale danno subito diventa pressoché impossibile. E parlo anche per esperienza personale. Il dramma è che sono in molti a girare in queste condizioni, del tutto privi di RC Auto. Comprano un’auto usata per pochi soldi e circolano liberamente, contro ogni norma, sapendo che in ogni caso non potrà succedergli nulla di male anche nel caso in cui dovesse provocare un incidente».

Quest’anno arriva una grande novità per stroncare il fenomeno delle truffe. Di che si tratta?
«Da aprile di quest’anno entrerà in funzione la nuova banca dati delle assicurazioni, che permetterà ai portali del tutor, delle ZTL o agli strumenti della Polizia di rintracciare in tempo reale chi circola in maniera irregolare, quindi anche chi viaggia senza assicurazione. In questo modo si riuscirà ad arginare il fenomeno delle auto senza assicurazione, certamente in autostrada, dove c’è il tutor, meno efficacemente nell’ambito urbano».L’indenizzo diretto non ha portato i ribassi tanto sperati e in alcuni casi ha persino peggiorato la situazione

Addio alle truffe quindi?

«Il sistema di controllo non è invincibile, naturalmente. Chi circola solo in città o in zone rurali per esempio potrà continuare a viaggiare senza regolare copertura assicurativa, a suo rischio e pericolo. E poi ci sarà sicuramente chi si servirà di targhe clonate per sfuggire ai controlli. Non voglio di certo dare suggerimenti, ma purtroppo le truffe sulle targhe sono un ennesimo dramma italiano».

Si dice sempre che il mercato delle assicurazioni sia pervaso da contraddizioni che si potrebbero eliminare facilmente. Qualche esempio?

«Ci sono moltissimi controsensi nel mondo assicurativo. Con l’assicurazione per esempio noi tutti paghiamo il servizio sanitario nazionale, che si deve occupare dei feriti e delle conseguenze degli incidenti stradali. Paghiamo poi un ulteriore quota aggiuntiva sulla polizza per alimentare un fondo costituito per risarcire le vittime di incidenti provocati da ignoti. Tutto questo è anacronistico per il mercato assicurativo, se deve valere il principio dell’assicurazione obbligatoria. Come è stato anacronistico avere negli ultimi anni una cascata di leggi e leggine che avrebbero dovuto ridurre in maniera consistente i prezzi e che invece non hanno cambiato un bel niente».

Qualche esempio di novità inefficacie?

«Così l’indennizzo diretto, dove era la propria assicurazione a risarcire direttamente l’interessato, avrebbe dovuto permettere risparmi importanti agli assicurati: invece è servito soltanto a produrre delle discrasie spaventose. Il risultato è che gli incidenti più gravi vengono risarciti molto meno del danno reale, mentre chi ha commesso un sinistro di lieve entità ottiene risarcimenti molto più consistenti. Infatti, poiché in questo caso è la compagnia a risarcire direttamente il proprio assicurato e poiché l’importo è uguale per tutte le compagnie e per tutti i sinistri (calcolato su una media) i piccoli danni hanno vita facile e appagano il cliente, mentre quelli gravi incontrano difficoltà.» Bisognerebbe premiare davvero chi non denuncia sinistri così come chi non provoca incidenti

Perché il tanto sospirato calo delle tariffe sarebbe più che dovuto agli automobilisti?

«Sulle nostre strade si è verificato un vertiginoso calo del traffico. Per capirlo basta osservare quanto siano calati i consumi di carburante. In media si percorre il 30% di strada in meno all’anno rispetto solo a cinque anni fa. Di conseguenza i sinistri dovrebbero essere calati almeno del 30%, così come i danni e quindi i risarcimenti. Sarebbe lecito aspettarsi quindi una riduzione delle polizze in questa misura, invece non è cambiato nulla, anzi!»

Come si deve fare ad uscire da questa situazione di sostanziale immobilismo?

«Finché il legislatore non capisce che bisogna inserire all’interno della polizza dei meccanismi automatici che permettano di diminuire le truffe, disincentivando chi gonfia i danni o denuncia incidenti inesistenti, non potrà mai cambiare nulla».

Qualche proposta?

«Il primo meccanismo automatico che mi viene in mente è che chi non provoca incidenti va premiato, indipendentemente dal fatto che abiti a Napoli o a Bolzano. Ma se davvero vogliamo ridurre le denuncie di piccoli incidenti, le riparazioni gonfiate o il danno riparato tre volte, dobbiamo premiare con sconti consistenti chi non denuncia sinistri subiti, ovvero chi non adopera la RCauto come un comodo ammortizzatore sociale».

(fonte: automoto.it)

Assicurazioni al Sud: esiste discriminazione, concessionari in rivolta

Per la prima volta l’Isvap ammette l’esistenza di una situazione anomala sulle condizioni assicurative al Sud. La ripercussione sul mercato è forte e calano le vendite, i concessionari si ribellano, ecco come

L’Italia è senza dubbio un Paese che presenta una serie di anomalie per tutto ciò che è in qualche modo legato alle assicurazioni. Recentemente si è scoperto per esempio, come abbiamo documentato, che lungo le strade dello Stivale circola un quantitativo spropositato di veicoli non coperti da una regolare polizza assicurativa, un fenomeno peraltro aggravato dalla crisi economica in atto.Assicurazioni: al sud costano molto di piùInoltre in Italia sussistono da lungo tempo pesanti differenziazioni nelle condizioni assicurativea seconda delle zone del Paese. In particolare risultano sempre più svantaggiose quelle riservate alle province del blocco meridionale, dove le tariffe medie RC Auto sono più alte rispetto al Nord Italia.È bene ricordare che le Compagnie assicurative sono obbligate per legge a stipulare una polizza al cliente che ne fa richiesta. Dal momento che però non ritengono vantaggioso e sufficientemente remunerativo contrarre contratti di assicurazione al sud, alzano i prezzi in maniera esponenziale così da scoraggiare in partenza i clienti, che arrivano a rinunciare alla stipula del contratto.

 

Se da un lato è vero che nel meridione le assicurazioni devono per forza costare di più per via del maggior numero di truffe e incidenti rilevati in maniera statistica, bisogna sottolineare però che gli aumenti sono comunque troppo elevati pur tenendo conto della situazione contingente.

“Se da un lato è vero che nel meridione le assicurazioni devono per forza costare di più per via del maggior numero di truffe e incidenti rilevati in maniera statistica, bisogna sottolineare però che gli aumenti sono comunque troppo elevati pur tenendo conto della situazione contingente”

 

Non è certo la prima volta che si sente parlare di condizioni assicurative sfavorevoli per gli automobilisti ed i motociclisti del Meridione. La vera notizia è piuttosto che un organismo autorevole come l’ISVAP (Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni Private e di Interesse Collettivo), ha fotografato e certificato questa situazione anomala attraverso un’indagine che ha permesso di quantificare con esattezza l’entità del divario dei prezzi Nord-Sud.

L’ISVAP è andata a confrontare i prezzi medi delle polizze in 21 province

L’indagine è stata condotta su 21 province italiane. Di queste la maggior parte sono anche capoluoghi di regione, mentre due corrispondono alle province autonome del Trentino Alto Adige (Bolzano e Trento).

 

Andando ad analizzare i dati raccolti dall’ISVAP fino a luglio 2012 si vede chiaramente come le Province meridionali presentino nell’assoluta maggioranza dei casi prezzi medi di listino più elevati rispetto a quelli praticati nel settentrione, indipendentemente dai soggetti presi in esame dall’indagine, sia che essi siano automobilisti o motociclisti, neopatentati o guidatori esperti.

audi r8 balotelli incidente
Al sud le compagine assicurative alzano i prezzi delle polizze in maniera esponenziale per scoraggiare i clienti a stipulare un contratto

 

La questione non si esaurisce qui perché non solo i prezzi delle polizze sono più elevati al Sud, ma anche gli aumenti medi annuali sul costo della RC Auto obbligatoria fanno registrare valori quasi sempre più alti rispetto alle province più settentrionali.

Napoli: le polizze più care d’Italia

Fra tutti i casi spicca quello di Napoli, che si rivela la provincia italiana con le assicurazioni più care d’Italia e con gli aumenti annuali più consistenti. Prendendo in considerazione i prezzi medi di listino, scopriamo che un automobilista di sesso maschile di 40 anni in Classe Universale 1 per assicurare un’autovettura da 1.300 cc  a Napoli paga mediamente 1.224 euro all’anno e rispetto al 2011 si è visto aumentare la propria polizza del 12,43%.

 

Lo stesso profilo a Milano pagherebbe mediamente 512 euro all’anno (meno della metà!) e andrebbe incontro ad un aumento rispetto al 2011 del 6,79%. Ancora più evidente il paragone con la provincia autonoma di Bolzano dove lo stesso soggetto si troverebbe a dover pagare 360 euro all’anno, una cifra superiore solo dell’1,12% rispetto a quella pagata l’anno precedente.

Stessa situazione per le due ruote…

Per quanto riguarda le due ruote invece l’analisi dell’ISVAP prende in considerazione per esempio un motociclista di 40 anni di sesso maschile che si trova a dover assicurare in classe CU 4 un motociclo da 200 cc. In questo caso a Napoli la polizza annuale presenta un costo medio di 970 euro, con un aumento dell’11,50% rispetto al 2011. Lo stesso motociclista pagherebbe a Milano 314 euro (aumento del 9,27%) e 228 euro a Bolzano (aumento del 5,71%).

“Un ragazzo di 18 anni a Napoli in CU 14 per assicurare un’auto da 1.300 cc si ritrova a dover affrontare prezzi di listino medi pari a 4.007 euro all’anno”

E per i neopatentati cifre da capogiro

I numeri sono ancora più impietosi se si prendono in considerazione i profili dei neopatenti. Un ragazzo di 18 anni a Napoli in CU 14 per assicurare un’auto da 1.300 cc si ritrova a dover affrontare prezzi di listino medi pari a 4.007 euroall’anno, mentre a Milano lo stesso ragazzo troverebbe prezzi medi pari a 2.833 euro e a Bolzano pari a 2.015 euro.

 

Esclusa Napoli sembrerebbe essere Reggio Calabria la seconda città d’Italia con le polizze più elevate. Negli 11 profili di guidatori presi in considerazione dall’ISVAP, la città che si affaccia sullo Stretto risulta per ben 8 volte la provincia con le tariffe peggiori, seguita subito dopo da Bari, che peraltro si conferma come il secondo luogo più caro per assicurare un motociclo.

I prezzi delle polizze aggravano la crisi dell’auto

L’indagine condotta dall’ISVAP fotografa una situazione che se da un lato si dimostra particolarmente drammatica al sud, non si può certo definire migliore al nord, dove comunque i prezzi delle polizze rimangono comunque elevati e soprattutto in costante aumento, con valori percentuali solitamente superiori a quelli dell’inflazione.

incidente stradale
I prezzi spropositati della polizze al sud hanno messo in ginocchio le concessionarie di auto e moto della zona

 

I costi crescenti delle assicurazioni vanno ad incidere quindi sempre più pesantemente anche sulla decisione di acquistare un veicolo nuovo o usato, soffocando ancora di più il mercato dell’auto e della moto e mettendo in difficoltà anche i concessionari che si trovano ad affrontare un periodo particolarmente difficile.

La protesta delle concessionarie contro la discriminazione assicurativa

Per questo motivo il Coordinamento Concessionari Auto e Moto – Campania e l’associazione culturale Mo Bast! hanno deciso di riunirsi sabato 24 novembre alle ore 16:00 presso il concessionario MyToy di Marcianise (CE) sulla Strada statale Sannitica 87 al km 20,100, per dire no alla discriminazione assicurativa in atto nelle province meridionali, che sta mettendo in serie difficoltà le concessionarie della zona e per protestare contro gli eccessivi costi assicurativi nel nostro Paese.

La parola a Enzo Crispino, Presidente dell’Associazione Mo Bast!

Enzo Crispino, Responsabile Commerciale della concessionaria Rima Group e Presidente dell’Associazione culturale Mo Bast! ha dichiarto ad Automoto.it: «La situzione è ancora più critica perché la crisi ha coinvolto pesantemente non solo le concessionarie di auto e moto anche le officine di riparazione e tutte le attività che ruotano intorno alle auto e alle moto. La crisi ha colpito addirittura le stesse Compagnie assicurative, tanto che numerose filiali al sud hanno chiuso, lasciando senza lavoro molte persone.»

 

«L’Associazione Mo Bast! ha fatto una petizione al Parlamento europeo dopo essere riuscita a raccogliere ben 90.000 firme contro la discriminazione operata dalle assicurazioni al sud e siamo riusciti a dare rilevanza mediatica alla nostra battaglia anche grazie ad alcuni noti programmi televisivi come “Mi manda Rai Tre” e “Striscia la Notizia”.»

 

«Il riconoscimento più grande però arriva dall’ISVAP, perché è importantissimo che un organismo così autorevole abbia finalmente rinosciuto la discriminazione delle tariffe tra nord e sud una volta per tutte!»

 

19/11/2012
Matteo Valenti