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#RCAuto. Le novità apportate dal #ddlConcorrenza al Mercato assicurativo.

Acco alcune novià apportate dal DDL Concorrenza.

1) Stop al rinnovo tacito dei rischi accessori (incendio, furto) della polizza Rc auto.

Il comma 25 dell’art. 1 della legge sulla concorrenza estende il principio della durata annuale del contratto Rc auto e del divieto di rinnovo tacito, a richiesta dell’assicurato, anche ai contratti stipulati per i rischi accessori (ad esempio incendio e furto), nel caso in cui la polizza accessoria sia stata stipulata in abbinamento a quella della Rc auto (con lo stesso contratto o con un contratto stipulato contestualmente).
Resta, invece, la risoluzione automatica del contratto si applica anche ai rischi accessori alla polizza per l’assicurazione Rc auto principale.
In materia si ricorda che l’art. 170-bis del Cap prevede che il contratto di assicurazione obbligatoria Rc auto abbia durata annuale o, su richiesta dell’assicurato, di anno più frazione; la norma vieta il rinnovo tacito, in deroga all’art. 1899, primo e secondo comma c.c. Inoltre l’assicurazione è tenuta ad avvisare il contraente della scadenza del contratto con preavviso di almeno trenta giorni

2) Obbligo a contrarre.

L’art. 1, comma 2, della legge 124/17 modifica l’art. 132 del Cap, in materia di obbligo a carico delle imprese di assicurazione di sottoscrivere polizze Rc auto. Le imprese di assicurazione sono tenute a rilasciare la polizza a chi lo chieda, salva la necessaria verifica della correttezza dei dati risultanti dall’attestato di rischio, nonché dell’identità del contraente e dell’intestatario del veicolo, se persona diversa. Il nuovo comma 1-ter precisa che la verifica va effettuata anche mediante consultazione delle banche dati di settore e dell’archivio antifrode istituito presso l’Ivass. Se dalla consultazione risulti che le informazioni fornite dal contraente non sono corrette o veritiere, le imprese non sono tenute a rilasciare la polizza. E in caso di mancata accettazione della proposta, le imprese ricalcolano il premio e inviano un nuovo preventivo al potenziale cliente. Il comma 4 della legge aumenta la sanzione in caso di rifiuto o elusione dell’obbligo a contrarre: il minimo e il massimo edittale, definiti in 1.500 euro e 4 mila euro, passano a 2.500 euro e 15 mila euro.

3) Bonus/malus.

Il comma 12 della legge concorrenza modifica l’art. 133 del Cap, prevedendo che, nel caso di contratti con clausola bonus-malus, la variazione del premio, in aumento o in diminuzione rispetto alla tariffa in vigore applicata dall’impresa, deve essere indicata, in valore assoluto e in percentuale, nel preventivo del nuovo contratto o del rinnovo.
L’art. 133 del Cap disciplina il sistema del bonus-malus e cioè le variazioni in aumento o in diminuzione del premio applicato all’atto della stipulazione o del rinnovo, in relazione al verificarsi o meno di sinistri nel corso di un certo periodo di tempo, oppure in base a clausole di franchigia che prevedano un contributo dell’assicurato al risarcimento del danno o in base a formule miste fra le due tipologie (sistema bonus-malus). Con una modifica introdotta dal dl n. 1 del 2012 (art. 34-bis) è stato previsto che la variazione in diminuzione del premio si applica automaticamente, fatte salve le migliori condizioni, nella misura preventivamente quantificata in rapporto alla classe di appartenenza attribuita alla polizza ed esplicitamente indicata nel contratto. Con la modifica prevista dal comma 12 anche la variazione in aumento si applicherà automaticamente.

FONTE: Italia Oggi

DDl Concorrenza: mentre tutto tace il Senato compiace..le lobby?

Schhh…parla il silenzio. Tace la stampa, tergiversano i mezzi di informazione mentre sui social impazzano le gif, simpatiche animazioni che “ipnotizzano” l’italiano già ampiamente sedato. Il Ddl concorrenza sornione, un po’ come chi lo propone/propina, avanza nel lungo iter che, dallo scorso anno, ha superato parecchie gimcane. Convinto d’aver finalmente distratto quanti combattono con tenacia,  cavalca impavido per l’ennesima volta la strada della “gravità delle frodi assicurative”.

Staccate i programmi televisivi che ci rovesciano addosso quintalate di autopsie da cronaca nera, interrompete le lamentele del lunedì e leggete, approfondite: la minaccia alla libertà di scelta del carrozziere, il rischio chiusura per le nostre attività è ancora una volta dietro l’angolo!

In assenza di articoli di giornali che diano la sveglia è necessario svegliarsi da sé. Sul sito del Senato della Repubblica ancora oggi troviamo il solito cavallo di troia: l’allarme frodi.

Sarà un problema di memoria lasca, sarà l’apatia da lettura, sarà quel che sarà ma, a quanto pare a loro dire: ”i fenomeni fraudolenti, negli ultimi anni, si sono addirittura intensificati;” . Ecco che riparte la riproposizione di tutta una serie di emendamenti che continuano da anni ad entrare dalla porta, uscire dalla finestra per poi sgusciare nuovamente nel caminetto a mo’ di Babbo Natale fino a travestirsi, sempre in tema carnevalesco, infilandosi persino nelle tubature! Non c’è limite al numero di tentativi che ogni Governo, e persino lo stesso Governo, è in grado di spingere pur di accontentare il multiforme strapotere assicurativo!

In barba ai numeri dati dall’IVASS nel corso della recente audizione del 25 giugno 2015, noncuranti dell’1,8% di sinistri potenzialmente definibili come frodi, un po’ come la nota scimmietta siciliana che non vede, non sente e non parla il Senato ignora l’impossibilità di decretare la portata delle frodi assicurative in Italia e si fa portavoce delle istanze di queste lobby, così sulla parola. Ritorna il leitmotiv delle truffe, che importa se privo di fondamento, avranno pensato “se ha funzionato sino a d ora, perché abbandonare questo valido slogan pubblicitario??”. Questa volta i numeri, con un gioco di prestigio da illusionisti, vengono utilizzati per un vero e proprio numero di magia. Ecco rispolverata la relazione Ivass del 2014 dalla quale si estrapolano numeri mescolati sapientemente come neppure il migliore giocoliere. Dimenticano tutti che compito dell’Ivass sarebbe quello di vigilare sull’operato delle assicurazioni, dimenticano tutti che il numero dei casi di omessa vigilanza è sotto gli occhi di tutti, il caso Fonsai solo per citarne uno. Dimenticano che, pur volendo attenersi ai numeri, in Commissione Finanze è stato detto a gran voce: “non è possibile stimare il numero preciso delle truffe assicurative in Italia ed in ogni caso i relativi sono in nostro possesso unicamente dal 2013”.! Ciononostante, anche dinanzi a tali evidenze, il Senato sostiene ed accompagna per mano Ania, Ivass e le loro amiche proprio come fanno ormai i genitori quando corrono a scuola per lamentarsi con l’insegnante “colpevole” d’aver tentato di esercitare un minimo di autorità per  inculcare qualche briciola di educazione alla civiltà.

Così nel silenzio generale rischiamo tutti di trovarci difronte all’ennesima burla, ma questa volta, non sarà lo scherzo di carnevale, non sarà una semplice goliardata, sarà la chiusura delle nostre attività, sarà la negazione dei nostri diritti come consumatori, come danneggiati e come imprenditori. Un’amara, indigeribile realtà.

Qui di seguito il link da consultare, qualche minuto di pazienza, per leggere con i vostri occhi quel che accade nel silenzio generale!

Emendamenti di Commissione relativi al DDL n. 2085

(link all’articolo originale)

DDL Concorrenza: il Governo controriforma la RCAuto

Il 9 aprile i membri del movimento contro il decreto RCAuto che avevano partorito la #CartaDiBologna, portarono all’attenzione dei parlamentari presenti una bozza di riforma della RCAuto che privilegiasse i diritti del cittadino in nome di principi fondamentali quali Libertà, Trasparenza e Concorrenza.

Cittadino tutelato sia come assicurato che come danneggiato.

Pochi giorni dopo Elena Bove scrisse un bellissimo articolo intitolato “La #cartadibologna traccia la mappa dei diritti.”… in quanto il cittadino, sia in veste di assicurato che in quella di danneggiato, trova piena tutela nei 13 punti della #cartadibologna

Rinunciare ai diritti….

Sfortunatamente, però, il 18 Ottobre 2014, in un convegno di Federcarrozzieri a Roma, ebbi modo di sentire l’intervento dell’avv. Settimio Catalisano, UNARCA-OUA, il quale candidamente raccontò che un giudice pubblicamente gli disse: “… ma in momenti come questo bisogna pur rinunciare ad alcuni diritti….”. Ecco ! Un brivido mi pervase il corpo…

Il segno del destino: “I diritti non sono un lusso…”

Mi chiesi come fosse possibile che un Giudice, pur se non togato, potesse parlare in tal senso, potesse acconsentire alla negazione dei diritti sanciti in primis dalla Costituzione Italiana oltre che dalle Leggi…

Poi, quasi fosse un segno del destino, dopo solo due giorni ebbi modo di leggere su Repubblica un articolo bellissimo firmato da Stefano Rodotà dal titolo: “Perché i diritti non sono un lusso in tempo di crisi.”.

Il destino lo costruiamo noi! “Serve un fronte comune”…

Sulla scorta di quanto accadeva diedi una mano a Luigi Mercurio per l’organizzazione di un convegno Federcarrozzieri a Benevento, dal nome “Allarme rosso Rca, agguato alla libertà di scelta: serve un fronte comune”.

DDL concorrenza ? Non ci resta che combattere

Il pensiero di non piegarsi allo strapotere assicurativo ed ad un Governo miope che riproponeva sotto forma di decreto le idee mutuate dallo stralciato art.8 precedente decreto “Destinazione Italia” ha rafforzato il fronte comune, alzato l’attenzione tra le associazioni mobilitate tanto da esser pronti a riproporre la mobilitazione di Bologna dell’11 Gennaio 2014.

Utili stratosferici ANIA. Silenzio STRISCIAnte !

Nel contempo siamo riusciti a piazzare un colpo inaspettato riuscendo a far sapere sui media nazionali la reale portata degli utili dell’ANIA, (1.825 Mld nel 2012, 2.425 Mld nel 2013 e forse 3.5 Mld nel 2014) che invece di abbassare i premi delle polizze chiede al Governo di abbassare i risarcimenti ai cittadini

Inizieremo stavolta da Napoli, al grido di MO’BAST!

L’associazione MO’BAST!, insieme ad ASSOUTENTI e AIFVS con l’ausilio (anche economico oltre che organizzativo) del CUPSITFEDERCARROZZIERI ed altre associazioni aderenti, ha preparato per Sabato 14 Marzo a Napoli un convegno dibattito sul tema: “DDL Concorrenza: il Governo controriforma la RCAuto“.

Vogliamo la #cartadibologna… in #RCAuto: piena #Concorrenza, maggiore #Trasparenza e più #Diritti.

MOBAST! incontra il Comune di Napoli. THINK TANK in progress.

Si è tenuto, a Palazzo San Giacomo un tavolo di lavoro con l’associazione MO BAST! (www.mobast.org) per fare il punto sulle azioni da mettere in campo per il contrasto al caro Rc Auto nella città di Napoli. Per il Comune di Napoli era presente Enrico Panini, assessore al Lavoro e alle Attività Produttive con delega alla Tutela dei Consumatori. “Com’è noto, la città di Napoli registra le tariffe Rc Auto più alte d’Italia e probabilmente d’Europa. Nel corso dell’incontro è emersa una distorsione del mercato che produce tariffe sproporzionate e altamente discriminatorie nei confronti della nostra città, limitazione alla libertà di scelta del consumatore e meccanismi informativi poco trasparenti. E’ sulla base di queste premesse che l’Amministrazione di Palazzo San Giacomo e l’associazione MO BAST!, derivazione del più ampio movimento, da anni impegnata su questo fronte con una petizione all’Unione Europea, intendono proseguire facendo rete il proprio lavoro sul tema caro Rc Auto”. Lo ha dichiarato l’assessore Panini, già sottoscrittore alcuni giorni fa di un dossier inviato al Commissario europeo per la Concorrenza, Joaquìn Almunia, chiedendo di essere audito per ogni eventuale chiarimento nel merito della questione e per avanzare proposte laddove venissero richieste dalla Commissione.

“Ci chiediamo – ha dichiarato l’associazione MO BAST! – perché per la sola circostanza di essere residenti in una regione del Sud Italia si è costretti a pagare un premio assicurativo maggiore di oltre il 100% rispetto a un cittadino che risiede in una regione del Nord Italia, che abbia le stesse caratteristiche di guida, anzianità di assicurazione ed attestazione di rischio bonus/malus e ciò in presenza di statistiche relative ai rischi che vedono città come Napoli e Milano sullo stesso livello ( Vedi AGCM IC42 )”. Anche secondo i dati pubblicati dall’Ivass, un cittadino di 40 anni con autovettura 1300 di cilindrata a benzina, mentre a Milano spende 485 euro, a Napoli arriva a spendere almeno 1191 euro. Per questo l’assessore Enrico Panini si è impegnato a portare la questione sui principali tavoli, sia a livello italiano che europeo. “E’ arrivato il momento – ha concluso Panini – che la Commissione europea, l’AGCM (Antitrust), il Ministero per lo Sviluppo Economico (con l’ausilio dell’IVASS) e il Parlamento Italiano, intervengano seriamente, perché questo stato di cose è divenuto più che insostenibile per migliaia di cittadini del Comune di Napoli indebolendo i settori strategici dell’economia locale. Non contestiamo il dato della liberalizzazione, ma la costruzione di fatto di un cartello che determina una condizione di discriminazione, così come peraltro dimostrato dall’indagine conoscitiva dell’Autorità Antitrust di recente pubblicazione”.

… contro il "caro" RCA.