Tutti gli articoli di Roberto Barbarino

#RCAuto. Le novità apportate dal #ddlConcorrenza al Mercato assicurativo.

Acco alcune novià apportate dal DDL Concorrenza.

1) Stop al rinnovo tacito dei rischi accessori (incendio, furto) della polizza Rc auto.

Il comma 25 dell’art. 1 della legge sulla concorrenza estende il principio della durata annuale del contratto Rc auto e del divieto di rinnovo tacito, a richiesta dell’assicurato, anche ai contratti stipulati per i rischi accessori (ad esempio incendio e furto), nel caso in cui la polizza accessoria sia stata stipulata in abbinamento a quella della Rc auto (con lo stesso contratto o con un contratto stipulato contestualmente).
Resta, invece, la risoluzione automatica del contratto si applica anche ai rischi accessori alla polizza per l’assicurazione Rc auto principale.
In materia si ricorda che l’art. 170-bis del Cap prevede che il contratto di assicurazione obbligatoria Rc auto abbia durata annuale o, su richiesta dell’assicurato, di anno più frazione; la norma vieta il rinnovo tacito, in deroga all’art. 1899, primo e secondo comma c.c. Inoltre l’assicurazione è tenuta ad avvisare il contraente della scadenza del contratto con preavviso di almeno trenta giorni

2) Obbligo a contrarre.

L’art. 1, comma 2, della legge 124/17 modifica l’art. 132 del Cap, in materia di obbligo a carico delle imprese di assicurazione di sottoscrivere polizze Rc auto. Le imprese di assicurazione sono tenute a rilasciare la polizza a chi lo chieda, salva la necessaria verifica della correttezza dei dati risultanti dall’attestato di rischio, nonché dell’identità del contraente e dell’intestatario del veicolo, se persona diversa. Il nuovo comma 1-ter precisa che la verifica va effettuata anche mediante consultazione delle banche dati di settore e dell’archivio antifrode istituito presso l’Ivass. Se dalla consultazione risulti che le informazioni fornite dal contraente non sono corrette o veritiere, le imprese non sono tenute a rilasciare la polizza. E in caso di mancata accettazione della proposta, le imprese ricalcolano il premio e inviano un nuovo preventivo al potenziale cliente. Il comma 4 della legge aumenta la sanzione in caso di rifiuto o elusione dell’obbligo a contrarre: il minimo e il massimo edittale, definiti in 1.500 euro e 4 mila euro, passano a 2.500 euro e 15 mila euro.

3) Bonus/malus.

Il comma 12 della legge concorrenza modifica l’art. 133 del Cap, prevedendo che, nel caso di contratti con clausola bonus-malus, la variazione del premio, in aumento o in diminuzione rispetto alla tariffa in vigore applicata dall’impresa, deve essere indicata, in valore assoluto e in percentuale, nel preventivo del nuovo contratto o del rinnovo.
L’art. 133 del Cap disciplina il sistema del bonus-malus e cioè le variazioni in aumento o in diminuzione del premio applicato all’atto della stipulazione o del rinnovo, in relazione al verificarsi o meno di sinistri nel corso di un certo periodo di tempo, oppure in base a clausole di franchigia che prevedano un contributo dell’assicurato al risarcimento del danno o in base a formule miste fra le due tipologie (sistema bonus-malus). Con una modifica introdotta dal dl n. 1 del 2012 (art. 34-bis) è stato previsto che la variazione in diminuzione del premio si applica automaticamente, fatte salve le migliori condizioni, nella misura preventivamente quantificata in rapporto alla classe di appartenenza attribuita alla polizza ed esplicitamente indicata nel contratto. Con la modifica prevista dal comma 12 anche la variazione in aumento si applicherà automaticamente.

FONTE: Italia Oggi

Napoli, il grande business delle targhe straniere tra risparmio e rischi.

  

In città sono circa seimila, in aumento costante

Quanti bulgari, polacchi, romeni, cechi si muovono in auto nella nostra città? A giudicare dal numero di vetture con targa straniera, sono un vero esercito. Ma la targa di un’automobile, spesso, inganna.

Secondo una stima recente, nella sola città di Napoli circolano quasi seimila mezzi immatricolati in un paese estero; per la maggior parte provengono dalla Bulgaria ma esistono sacche importanti che giungono da Romania e Polonia. Il dato che unisce quasi tutte queste vetture è che sono utilizzate da persone nate, vissute e residenti qui in città. Cosa si nasconde, dunque, dietro la costante crescita di «targhe» straniere? Un disperato bisogno di risparmio economico. Seguiteci e vi chiarirete le idee.

In Italia assicurazione e tassa di possesso rappresentano spese enormi, spesso insostenibili per chi vuol muoversi in auto o in moto. Però in altri Paesi dell’Unione Europea il peso economico di queste stesse voci è quasi inesistente. Così è nato un mercato (che nella stragrande maggioranza dei casi è perfettamente lecito) grazie al quale è possibile sfruttare le condizioni migliori offerte all’estero.

La versione legale della vicenda prevede l’utilizzo della formula del noleggio a lungo termine presso strutture che operano in Paesi dell’Unione, quasi sempre in Bulgaria, ma anche in Romania e Polonia. Ci sono decine di agenzie, con propaggini anche nella nostra città, che offrono la formula della vettura in fitto per un tempo indeterminato, di auto straniere. Il contratto prevede anche la consegna a domicilio, qui in Italia, in cambio di un fisso, mensile o annuale, da corrispondere alla società che offre la vettura o il ciclomotore. In questo caso il risparmio c’è ma è molto limitato perché la cifra comprende, ovviamente, oltre al valore di tasse e assicurazione, anche il costo del noleggio.

Accade sempre più spesso, però, che dietro la formula del noleggio a lungo termine si nascondano tentativi di frode. Quello più comune prevede il definitivo acquisto dell’auto con targa straniera che, però, formalmente risulta sempre intestata alla società che la noleggia. In questo caso, c’è una spesa iniziale più alta, però il risparmio sui costi di gestione dell’auto è imponente: per un’auto di media cilindrata il corrispettivo annuale che comprende tassa di possesso, assicurazione e costi di agenzia, arriva a cinquecento euro; seicento nel caso in cui si tratti di un’auto di grossa cilindrata.

Questo è il mercato più fiorente al momento attuale. Se provate a navigare in rete troverete decine di offerte, per la maggior parte destinate a persone che non possono permettersi grosse spese. L’acquisto (nascosto da noleggio a lungo termine) riguarda soprattutto auto di medio/piccola cilindrata, per la maggior parte dei casi già usate. L’acquirente si trova, dunque, a pagare poco più di mille euro per diventare proprietario del veicolo e si carica di una spesa annuale di circa cinquecento euro: prezzi impensabili per chi è costretto a gestire un’auto immatricolata in Italia.

Esistono, ovviamente, anche altre possibilità. In questo caso decisamente fraudolente. Può capitare, ad esempio, che una vettura lussuosa regolarmente acquistata in Italia, venga cancellata dal registro automobilistico italiano per essere venduta a una società di noleggio estera, dalla quale la stessa persona che l’ha venduta la riprende in fitto a lungo termine. Si tratta, ovviamente, di una maniera per aggirare i controlli fiscali oltre che il pagamento dei tributi e dell’assicurazione in Italia e su casi del genere l’attenzione delle forze dell’ordine è molto alta. Non pensate, però, che tutte le auto lussuose o di grossa cilindrata immatricolate all’estero nascondano un tentativo di frode: abitualmente gli imprenditori che hanno aziende nei Paesi con regimi fiscali migliori, immatricolano il loro parco auto in quella nazione: in questo caso sono perfettamente in regola con la legge.

Anche il mercato delle auto immatricolate all’estero, però, nasconde qualche difficoltà. La prima, particolarmente complicata, riguarda la revisione. Nella maggior parte dei casi deve essere eseguita una volta all’anno. Per cui l’automobilista che ha in gestione un’auto straniera dovrebbe prevedere almeno un viaggio all’anno nella nazione dov’è registrata la sua vettura. Naturalmente per chi non ha voglia di sottoporsi a questa trasferta annuale, esistono organizzazioni illegali capaci diraccogliere i documenti e di restituirli dopo qualche giorno con tutte le validazioni del caso. Si tratta, ovviamente, di una azione illegale perché la revisione va regolarmente effettuata; e in più si rischia pure di incorrere in una truffa con la falsificazione della documentazione che, nella maggior parte dei casi, viene scoperta anche qui in Italia.

Un altro dettaglio di non secondaria importanza riguarda il pagamento delle contravvenzioni. Esiste una norma internazionale che prevede il versamento immediato della somma prevista dalla multa: se, insomma, i vigili o la stradale contestano un’infrazione, bisogna versare il dovuto nelle loro mani, in caso contrario scatta il sequestro del veicolo che verrà restituito solo dopo il pagamento.

(di Paolo Barbuto – Il Mattino)

#IVASS, indagine sui prezzi terzo trimestre 2016. Nulla di nuovo per il SUD.

L’IVASS RENDE NOTI I RISULTATI DELL’INDAGINE IPER SUI PREZZI PER LA GARANZIA
R.C. AUTO NEL TERZO TRIMESTRE 2016
È disponibile online il Bollettino Statistico con le informazioni dell’indagine IPER sull’andamento dei prezzi per la garanzia r.c. auto nel terzo trimestre del 2016.
Questi i principali risultati:
1) Il premio medio per la garanzia r.c. auto nel terzo trimestre 2016 è pari a 426 euro (rispetto a 452 euro del terzo trimestre 2015).
2) Il trend di riduzione dei prezzi mostra segnali di rallentamento: su base annua la variazione è stata pari a −5,9 per cento, mentre su base trimestrale si è avuto un +1,1 per cento (nel 2015 le due variazioni erano rispettivamente: −7,5 e +0,6 per cento).
3) Nell’ultimo anno le diminuzioni più accentuate di prezzo hanno riguardato maggiormente le province del sud caratterizzate tradizionalmente da premi elevati (Napoli, Taranto, Crotone, Brindisi e Reggio Calabria registrano cali di oltre 65 euro); le flessioni più contenute sono invece diffuse tra le province settentrionali con livelli di premi già in partenza molto bassi (Aosta, Bolzano, Gorizia, Sondrio, con diminuzioni inferiori a 10 euro).
4) Di conseguenza, si attenua la dispersione dei premi medi provinciali: mediamente l’automobilista di Napoli paga un premio superiore di 343 euro a quello della Valle D’Aosta (l’anno precedente, la differenza ammontava a 409 euro).

#RCAuto e dematerializzazione: pasticcio all’italANIA.

Copertura assicurativa: se non hai la prova del pagamento in auto, per evitare multe puoi stampare il certificato digitale o mostrarlo sul telefonino alla polizia.

Continua l’incredibile vicenda di una riforma mal attuata: il certificato di assicurazione è stato dematerializzato e reso online, gli automobilisti sono ora esentati (per legge) dall’esporre il tagliando di carta sul parabrezza, ma le multe arrivano lo stesso. Possibile? Si, perché i terminali del portale dell’automobilista, su cui dovrebbero confluire in tempo diretto i dati dei contratti, non sono spesso aggiornati in tempo reale con i pagamenti degli assicurati e la polizia non ha altri modi per assicurarsi dell’effettiva copertura assicurativa dell’auto fermata. Così un paio di mesi fa il ministero aveva consigliato di conservare in auto il vecchio tagliando cartaceo (rilasciato ancora per un periodo provvisorio) a dimostrazione del pagamento della polizza rc- auto (leggi “Assicurazione: meglio portare con sé il tagliando”).

Ora arriva il parziale contrordine. Il Ministero dell’Interno dice che le multe possono essere evitate anche esibendo all’agente il certificato in versione digitale mostrando il file sul telefonino (perché conservato nella memoria interna) oppure stampandone una copia a casa, senza bisogno di certificazioni. Lo ha evidenziato la circolare del 1° settembre 2016.

Dal 18 ottobre dello scorso anno non è più obbligatorio esporre sul parabrezza dei veicoli il contrassegno di assicurazione in corso di validità. È infatti sufficiente esibire alla polizia il regolare certificato di assicurazione in caso di controllo. Se però da una parte l’automobilista ha il beneficio di non dover più esporre il contrassegno, dall’altro sono aumentati i rischi di essere trovati in difetto e spesso per motivazioni assolutamente indipendenti dalla volontà del conducente. Questo perché innanzitutto le banche dati che attestano la regolarità della copertura assicurativa non sono ancora completamente aggiornate. Poi perché alcune compagnie consentono una estensione della copertura assicurativa per periodi di tempo superiori alle due settimane di rito.
Alla fine del discorso, la documentazione cartacea sarà sempre prevalente rispetto alle indicazioni delle banche dati. Per questo motivo meglio avere al seguito anche il contratto assicurativo e l’attestazione di avvenuto pagamento per non incorre in spiacevoli discussioni con gli organi di vigilanza. Per questo è anche consigliabile portarsi dietro l’attestazione di avvenuto pagamento del premio e copia del contratto perché rispetto alle indicazioni del Centro Elaborazione dati, i documenti risulteranno sempre prevalenti.
Quando tutto manchi, l’automobilista può legittimamente esibire alla polizia anche un certificato di assicurazione in formato digitale (sullo smartphone), oppure una stampa non originale del formato digitale stesso.

fonte

#IVASS, indagine sui prezzi a fine 2015. Nulla di nuovo per il SUD.

E’ disponibile online il bollettino statistico con le informazioni dell’indagine IPER sull’andamento dei prezzi per la garanzia r.c. auto nel quarto trimestre del 2015.
Questi i principali risultati:
1)Il premio medio per la garanzia r.c. auto nel quarto trimestre 2015 è pari a 439 euro; ilpremio è sceso del -2,9 per cento nell’ultimo trimestre del 2015 e del -7,6 per cento rispettoa fine 2014.
2)La variabilità dei prezzi nel territorio rimane ampia con prezzi tendenzialmente più alti nelleregioni del Centro-Sud.
3)La scatola nera è presente nel 15,8 per cento dei contratti stipulati nel quarto trimestre del2015 (era il 13,6 per cento nel quarto trimestre del 2014 e l’11,2 per cento nel quartotrimestre 2013).
4)La scatola nera è maggiormente diffusa nelle province in cui il prezzo della coperturar.c.auto è più elevato. Le prime 5 province per diffusione della scatola nera sono Caserta,Napoli, Salerno, Catania e Reggio di Calabria, con percentuali rispettivamente del 47, 41,32, 32 e 30 per cento sul totale dei contratti.

fonte: IVASS

#RCAuto. Al #Senato rischio #golpe #ANIA.

Riportiamo pedissequamente il comunicato del Movimento Consumatori che, de facto, rafforza le considerazioni della #CartadiBologna.
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Con il pretesto di proclamare la “libertà contrattuale”, gli emendamenti 3.40, 3.41, 3.44, 3.45, che sembrano trovare il favore della maggioranza, consentiranno di introdurre clausole vessatorie nei contratti assicurativi

MC ha scritto oggi a tutti i senatori membri della X Commissione del Senato, appellandosi al loro senso di responsabilità rispetto ai recentissimi emendamenti sui quali è già iniziata la discussione in tema di RC auto. Emendamenti che nulla hanno a che fare con l’aumento della concorrenza, ma rischiano solo di introdurre norme dannose per i consumatori.

Con il pretesto di proclamare la “libertà contrattuale”, gli emendamenti 3.40, 3.41, 3.44, 3.45, che sembrano trovare il favore della maggioranza, consentiranno di introdurre clausole vessatorie nei contratti assicurativi. La norma che ne uscirà prevede infatti che il danneggiato ha diritto all’integrale risarcimento del danno ma… “fatta salva la libertà contrattuale”, quindi salvo che nel contratto vi sia scritto qualcosa di diverso. Clausole, cioè, che limitano il risarcimento e che sono vietate, per disciplina generale, in tutte quelle ipotesi in cui una parte, il consumatore, si trovi in una posizione di squilibrio nei confronti di un’altra più forte.

“E’ scandaloso permettere che il Codice del consumo proprio e solo nei contratti assicurativi non possa più trovare applicazione – afferma Alessandro Mostaccio, segretario generale MC – queste nuove norme nulla hanno a che vedere con la concorrenza, non scherziamo, qui si colpiscono i diritti!

Come leggere altrimenti, anche gli emendamenti 10.12 e 10.13, che inseriscono un termine di decadenza dall’azione risarcitoria di soli 90 giorni a fronte del termine attuale di due anni? O l’emendamento 10.8 che si propone di aumentare di altri 60 giorni il termine concesso ai danneggiati per poter eventualmente agire in giudizio per la tutela dei propri diritti? Termine azionato a mera discrezione della compagnia debitrice e senza alcun controllo da parte dell’Ivass, impedendo di fatto al danneggiato, in contrasto con gli artt. 111 e 24 della Costituzione, di proporre la domanda giudiziale”.

Movimento Consumatori chiede alla X Commissione di deliberare in materia nell’interesse dei consumatori, tenendo conto che un arretramento nei diritti e nelle tutele di così vasta portata, se non è mai giustificabile in nessun settore economico, lo è tanto meno in un comparto, come quello assicurativo che nell’ultimo triennio ha portato a casa utili per 6 miliardi di euro.

DDl Concorrenza: mentre tutto tace il Senato compiace..le lobby?

Schhh…parla il silenzio. Tace la stampa, tergiversano i mezzi di informazione mentre sui social impazzano le gif, simpatiche animazioni che “ipnotizzano” l’italiano già ampiamente sedato. Il Ddl concorrenza sornione, un po’ come chi lo propone/propina, avanza nel lungo iter che, dallo scorso anno, ha superato parecchie gimcane. Convinto d’aver finalmente distratto quanti combattono con tenacia,  cavalca impavido per l’ennesima volta la strada della “gravità delle frodi assicurative”.

Staccate i programmi televisivi che ci rovesciano addosso quintalate di autopsie da cronaca nera, interrompete le lamentele del lunedì e leggete, approfondite: la minaccia alla libertà di scelta del carrozziere, il rischio chiusura per le nostre attività è ancora una volta dietro l’angolo!

In assenza di articoli di giornali che diano la sveglia è necessario svegliarsi da sé. Sul sito del Senato della Repubblica ancora oggi troviamo il solito cavallo di troia: l’allarme frodi.

Sarà un problema di memoria lasca, sarà l’apatia da lettura, sarà quel che sarà ma, a quanto pare a loro dire: ”i fenomeni fraudolenti, negli ultimi anni, si sono addirittura intensificati;” . Ecco che riparte la riproposizione di tutta una serie di emendamenti che continuano da anni ad entrare dalla porta, uscire dalla finestra per poi sgusciare nuovamente nel caminetto a mo’ di Babbo Natale fino a travestirsi, sempre in tema carnevalesco, infilandosi persino nelle tubature! Non c’è limite al numero di tentativi che ogni Governo, e persino lo stesso Governo, è in grado di spingere pur di accontentare il multiforme strapotere assicurativo!

In barba ai numeri dati dall’IVASS nel corso della recente audizione del 25 giugno 2015, noncuranti dell’1,8% di sinistri potenzialmente definibili come frodi, un po’ come la nota scimmietta siciliana che non vede, non sente e non parla il Senato ignora l’impossibilità di decretare la portata delle frodi assicurative in Italia e si fa portavoce delle istanze di queste lobby, così sulla parola. Ritorna il leitmotiv delle truffe, che importa se privo di fondamento, avranno pensato “se ha funzionato sino a d ora, perché abbandonare questo valido slogan pubblicitario??”. Questa volta i numeri, con un gioco di prestigio da illusionisti, vengono utilizzati per un vero e proprio numero di magia. Ecco rispolverata la relazione Ivass del 2014 dalla quale si estrapolano numeri mescolati sapientemente come neppure il migliore giocoliere. Dimenticano tutti che compito dell’Ivass sarebbe quello di vigilare sull’operato delle assicurazioni, dimenticano tutti che il numero dei casi di omessa vigilanza è sotto gli occhi di tutti, il caso Fonsai solo per citarne uno. Dimenticano che, pur volendo attenersi ai numeri, in Commissione Finanze è stato detto a gran voce: “non è possibile stimare il numero preciso delle truffe assicurative in Italia ed in ogni caso i relativi sono in nostro possesso unicamente dal 2013”.! Ciononostante, anche dinanzi a tali evidenze, il Senato sostiene ed accompagna per mano Ania, Ivass e le loro amiche proprio come fanno ormai i genitori quando corrono a scuola per lamentarsi con l’insegnante “colpevole” d’aver tentato di esercitare un minimo di autorità per  inculcare qualche briciola di educazione alla civiltà.

Così nel silenzio generale rischiamo tutti di trovarci difronte all’ennesima burla, ma questa volta, non sarà lo scherzo di carnevale, non sarà una semplice goliardata, sarà la chiusura delle nostre attività, sarà la negazione dei nostri diritti come consumatori, come danneggiati e come imprenditori. Un’amara, indigeribile realtà.

Qui di seguito il link da consultare, qualche minuto di pazienza, per leggere con i vostri occhi quel che accade nel silenzio generale!

Emendamenti di Commissione relativi al DDL n. 2085

(link all’articolo originale)

Mo’Bast! Audito in X Commissione del Senato della Repubblica.

Ecco il testo dellacomunicazione pervenuta all’associazione:

Illustre Presidente,
desidero informarLa che la 10ª Commissione permanente, che ho l’onore di presiedere, ha avviato l’esame del disegno di legge n. 2085, recante «Legge annuale per il mercato e la concorrenza», approvato dalla Camera dei deputati, e ha deciso di svolgere, nella sede dell’Ufficio di Presidenza integrato dai rappresentanti dei Gruppi
parlamentari, un ciclo di audizioni informali.
La informo dunque che, come concordato con la S.V., la Sua audizione, assieme a quella dell’Associazione familiari vittime della strada e dell’Associazione Konsumer Italia, si terrà mercoledì 11 novembre 2015, alle ore 10, presso l’aula della 10ª Commissione.
La informo altresì che eventuale documentazione acquisita agli atti della Commissione nel corso dell’audizione o successivamente potrà essere pubblicata – ove nulla osti da parte Sua – sulla pagina web della Commissione, al pari dei documenti depositati da altri soggetti auditi.
Per l’audizione, infine, potrà essere attivato l’impianto audiovisivo del Senato.
Sono certo che il contributo che Ella vorrà portare sarà di grande interesse.
I migliori saluti.

qui il testo pervenutoci Invito Senato (179).

Questo il testo da noi preparato Testo audizione (161)

#CartadiBologna, COMUNICATO STAMPA.

La Carta di Bologna commenta l’approvazione alla Camera del disegno legge concorrenza: “Norme di buon senso che migliorano il settore Rc auto”

Soddisfatte le sigle della Carta di Bologna: “Dopo il sì della Camera al ddl concorrenza, si aspetta il via libera del Senato. La politica ha recepito le istanze delle parti coinvolte: le regole favoriscono i consumatori e i danneggiati”
“Il disegno legge concorrenza è stato approvato alla Camera. E adesso è all’esame del Senato. Il provvedimento ha avuto un lungo iter, durante il quale la buona politica ha ascoltato le istanze di tutte le parti sociali coinvolte. Così – è il commento della Carta di Bologna alle dichiarazioni di Ania di oggi 8 ottobre 2015 -, si può provare a cambiare in meglio il settore Rc auto. Nel corso del cammino parlamentare del provvedimento, sono stati ascoltati consumatori, vittime della strada, giuristi, artigiani e numerosi altri soggetti, inclusi i carrozzieri indipendenti”.
Una sola nota stonata: “Gli unici contrari al ddl concorrenza – evidenzia la Carta di Bologna – sono stati gli esponenti di Ania, l’associazione che rappresenta quasi tutte le assicurazioni, e dell’altro gruppo assicurativo non rappresentato in Ania; ma anche, paradossalmente, l’Ivass e l’Antritrust, che hanno sposato integralmente le tesi dell’oligopolio assicurativo. Tocca ricordare che il ramo Rc auto ha fatto utili per 6 miliardi di euro negli ultimi 3 anni. Nonostante prezzi Rca record in Europa e profitti stellari, l’Ania chiede al Senato modifiche al ddl concorrenza: cambiamenti che andrebbero nettamente contro i danneggiati. L’Ania punta a ridurre i risarcimenti per i danneggiati e a distruggere la concorrenza nelle riparazioni”. La conclusione è semplice: “Il mercato Rca è in mano a 3 gruppi assicurativi che gestiscono il 70% del mercato – chiosa la Carta di Bologna -. In un contesto simile, la concorrenza evidentemente va incentivata con ben altre scelte e con un serrato controllo da parte di Ivass e Antitrust: queste autorità continuano a non vedere quello che non è altro che un macroscopico cartello anticoncorrenziale.
È ora di riformare da capo a piedi tali istituzioni perché le leggi possono essere facilmente aggirate se le autorità non esercitano il loro potere di moral suasion. Non solo: ormai circolano clausole contrattuali che vogliono far rientrare dalla finestra ciò che è uscito dalla porta, ovvero decurtare i risarcimenti dove il diritto pone un argine tramite vessazioni imposte al cliente. Si svegli l’Ivass a vigilare in merito oppure il legislatore chiuda questa istituzione che, nata sulle ceneri della defunta Isvap, non dimostra, immersa in una strana commistione di conflitti di interesse, di avere la schiena dritta per dettare alle compagnie comportamenti volti alla trasparenza, e alla chiarezza dei contratti assicurativi”.

Segreteria Carta di Bologna

Comunicato Stampa CARTA DI BOLOGNA 20151008 (166)

Le minestre riscaldate…

<<Lunedi 11 Maggio, alle ore 11, presso la Sala Pignatiello di Palazzo San Giacomo, si terrà la conferenza stampa per rilanciare “Tariffa Italia”. L’incontro sarà l’occasione per presentare anche la nascente rivista dei consumatori “il Test”. Interverranno Enrico Panini, assessore al Lavoro e alle Attività produttive del Comune di Napoli con delega alla Tutela dei Consumatori, Antonio Coviello, docente universitario in materia assicurativa, Enrico Cinotti, vicedirettore de “il Test”.  Sono stati invitati i parlamentari campani ed i movimenti che da anni si battono contro le discriminazioni territoriali nelle assicurazioni.>>

Ero a Bologna per un convegno e provvidi a segnalarlo al presidente Mario De Crescenzio mentre altri membri del direttivo della Ns. associazione, quali Patrizia Lonz e la poi storica Gabriella Gambardella,  attoniti si chiedevano: ma siamo stati invitati ?

Mi spiace rispondere che NON SIAMO STATI AFFATTO INVITATI  forse perché gli organizzatori temono il Ns. dissenso in merito all’argomento… non siamo stati mai silenti dinanzi a tali iniziative che saranno foriere SOLO DI PERDITA DI TEMPO e di RISORSE UMANE ED ECONOMICHE.

In tempi non sospetti provvedemmo a SPIEGARE i motivi per cui la proposta di TARIFFA UNICA non potrà avere alcun successo fintantochè l’Europa continua ad avere sovranità sull’argomento (leggi QUI).

Tale certezza ci ha fatto affrontare il “problema del caro RCAuto” in una modalità “alternativa” (leggi QUI), che non lede alcuna norma Europea e che non necessità di alcuna Legge ma SOLO dell’intervento normativo dell’IVASS!

Fortunatamente già in un recente convegno organizzato proprio da noi di MOBAST! a Napoli abbiamo fatto sentire la voce dei politici Campani più sensibili all’argomento che hanno chiarito la correttezza della Ns. tesi ed, in alcuni casi, hanno rimodulato il loro pensiero alla luce di tutte le argomentazioni a loro apportate dai Ns. studi giuridici sia in ambito Italiano che Europeo (qui tutti gli interventi dei politici intervenuti).

Perché continuare con una variazione del tema della “Tariffa Unica”, già Legge dello Stato di fatto inapplicata ?

Perché riscaldare la solita minestra con una tesi formulata 4 anni fa che ha visto la totale bocciatura dalle istituzioni ITALIANE ed EUROPEE ??

Oggi ascolteremo quanto hanno da dire… chissà SE UN GIORNO costoro vorranno affrontare un PUBBLICO CONTRADDITTORIO in merito per chiarire meglio alla popolazione quali sono le REALI POSSIBILITA’ di perseguimenti di diritti al momento IRRAGGIUNGIBILI, pur se giusti e condivisibili.

… forse è vero quanto detto dal presidente De Crescenzio: “[…] si sa, taluni personaggi i problemi li GESTISCONO anziché RISOLVERLI.

… contro il "caro" RCA.