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#RCAuto e dematerializzazione: pasticcio all’italANIA.

Copertura assicurativa: se non hai la prova del pagamento in auto, per evitare multe puoi stampare il certificato digitale o mostrarlo sul telefonino alla polizia.

Continua l’incredibile vicenda di una riforma mal attuata: il certificato di assicurazione è stato dematerializzato e reso online, gli automobilisti sono ora esentati (per legge) dall’esporre il tagliando di carta sul parabrezza, ma le multe arrivano lo stesso. Possibile? Si, perché i terminali del portale dell’automobilista, su cui dovrebbero confluire in tempo diretto i dati dei contratti, non sono spesso aggiornati in tempo reale con i pagamenti degli assicurati e la polizia non ha altri modi per assicurarsi dell’effettiva copertura assicurativa dell’auto fermata. Così un paio di mesi fa il ministero aveva consigliato di conservare in auto il vecchio tagliando cartaceo (rilasciato ancora per un periodo provvisorio) a dimostrazione del pagamento della polizza rc- auto (leggi “Assicurazione: meglio portare con sé il tagliando”).

Ora arriva il parziale contrordine. Il Ministero dell’Interno dice che le multe possono essere evitate anche esibendo all’agente il certificato in versione digitale mostrando il file sul telefonino (perché conservato nella memoria interna) oppure stampandone una copia a casa, senza bisogno di certificazioni. Lo ha evidenziato la circolare del 1° settembre 2016.

Dal 18 ottobre dello scorso anno non è più obbligatorio esporre sul parabrezza dei veicoli il contrassegno di assicurazione in corso di validità. È infatti sufficiente esibire alla polizia il regolare certificato di assicurazione in caso di controllo. Se però da una parte l’automobilista ha il beneficio di non dover più esporre il contrassegno, dall’altro sono aumentati i rischi di essere trovati in difetto e spesso per motivazioni assolutamente indipendenti dalla volontà del conducente. Questo perché innanzitutto le banche dati che attestano la regolarità della copertura assicurativa non sono ancora completamente aggiornate. Poi perché alcune compagnie consentono una estensione della copertura assicurativa per periodi di tempo superiori alle due settimane di rito.
Alla fine del discorso, la documentazione cartacea sarà sempre prevalente rispetto alle indicazioni delle banche dati. Per questo motivo meglio avere al seguito anche il contratto assicurativo e l’attestazione di avvenuto pagamento per non incorre in spiacevoli discussioni con gli organi di vigilanza. Per questo è anche consigliabile portarsi dietro l’attestazione di avvenuto pagamento del premio e copia del contratto perché rispetto alle indicazioni del Centro Elaborazione dati, i documenti risulteranno sempre prevalenti.
Quando tutto manchi, l’automobilista può legittimamente esibire alla polizia anche un certificato di assicurazione in formato digitale (sullo smartphone), oppure una stampa non originale del formato digitale stesso.

fonte

#RCAuto. Al #Senato rischio #golpe #ANIA.

Riportiamo pedissequamente il comunicato del Movimento Consumatori che, de facto, rafforza le considerazioni della #CartadiBologna.
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Con il pretesto di proclamare la “libertà contrattuale”, gli emendamenti 3.40, 3.41, 3.44, 3.45, che sembrano trovare il favore della maggioranza, consentiranno di introdurre clausole vessatorie nei contratti assicurativi

MC ha scritto oggi a tutti i senatori membri della X Commissione del Senato, appellandosi al loro senso di responsabilità rispetto ai recentissimi emendamenti sui quali è già iniziata la discussione in tema di RC auto. Emendamenti che nulla hanno a che fare con l’aumento della concorrenza, ma rischiano solo di introdurre norme dannose per i consumatori.

Con il pretesto di proclamare la “libertà contrattuale”, gli emendamenti 3.40, 3.41, 3.44, 3.45, che sembrano trovare il favore della maggioranza, consentiranno di introdurre clausole vessatorie nei contratti assicurativi. La norma che ne uscirà prevede infatti che il danneggiato ha diritto all’integrale risarcimento del danno ma… “fatta salva la libertà contrattuale”, quindi salvo che nel contratto vi sia scritto qualcosa di diverso. Clausole, cioè, che limitano il risarcimento e che sono vietate, per disciplina generale, in tutte quelle ipotesi in cui una parte, il consumatore, si trovi in una posizione di squilibrio nei confronti di un’altra più forte.

“E’ scandaloso permettere che il Codice del consumo proprio e solo nei contratti assicurativi non possa più trovare applicazione – afferma Alessandro Mostaccio, segretario generale MC – queste nuove norme nulla hanno a che vedere con la concorrenza, non scherziamo, qui si colpiscono i diritti!

Come leggere altrimenti, anche gli emendamenti 10.12 e 10.13, che inseriscono un termine di decadenza dall’azione risarcitoria di soli 90 giorni a fronte del termine attuale di due anni? O l’emendamento 10.8 che si propone di aumentare di altri 60 giorni il termine concesso ai danneggiati per poter eventualmente agire in giudizio per la tutela dei propri diritti? Termine azionato a mera discrezione della compagnia debitrice e senza alcun controllo da parte dell’Ivass, impedendo di fatto al danneggiato, in contrasto con gli artt. 111 e 24 della Costituzione, di proporre la domanda giudiziale”.

Movimento Consumatori chiede alla X Commissione di deliberare in materia nell’interesse dei consumatori, tenendo conto che un arretramento nei diritti e nelle tutele di così vasta portata, se non è mai giustificabile in nessun settore economico, lo è tanto meno in un comparto, come quello assicurativo che nell’ultimo triennio ha portato a casa utili per 6 miliardi di euro.

DDl Concorrenza: mentre tutto tace il Senato compiace..le lobby?

Schhh…parla il silenzio. Tace la stampa, tergiversano i mezzi di informazione mentre sui social impazzano le gif, simpatiche animazioni che “ipnotizzano” l’italiano già ampiamente sedato. Il Ddl concorrenza sornione, un po’ come chi lo propone/propina, avanza nel lungo iter che, dallo scorso anno, ha superato parecchie gimcane. Convinto d’aver finalmente distratto quanti combattono con tenacia,  cavalca impavido per l’ennesima volta la strada della “gravità delle frodi assicurative”.

Staccate i programmi televisivi che ci rovesciano addosso quintalate di autopsie da cronaca nera, interrompete le lamentele del lunedì e leggete, approfondite: la minaccia alla libertà di scelta del carrozziere, il rischio chiusura per le nostre attività è ancora una volta dietro l’angolo!

In assenza di articoli di giornali che diano la sveglia è necessario svegliarsi da sé. Sul sito del Senato della Repubblica ancora oggi troviamo il solito cavallo di troia: l’allarme frodi.

Sarà un problema di memoria lasca, sarà l’apatia da lettura, sarà quel che sarà ma, a quanto pare a loro dire: ”i fenomeni fraudolenti, negli ultimi anni, si sono addirittura intensificati;” . Ecco che riparte la riproposizione di tutta una serie di emendamenti che continuano da anni ad entrare dalla porta, uscire dalla finestra per poi sgusciare nuovamente nel caminetto a mo’ di Babbo Natale fino a travestirsi, sempre in tema carnevalesco, infilandosi persino nelle tubature! Non c’è limite al numero di tentativi che ogni Governo, e persino lo stesso Governo, è in grado di spingere pur di accontentare il multiforme strapotere assicurativo!

In barba ai numeri dati dall’IVASS nel corso della recente audizione del 25 giugno 2015, noncuranti dell’1,8% di sinistri potenzialmente definibili come frodi, un po’ come la nota scimmietta siciliana che non vede, non sente e non parla il Senato ignora l’impossibilità di decretare la portata delle frodi assicurative in Italia e si fa portavoce delle istanze di queste lobby, così sulla parola. Ritorna il leitmotiv delle truffe, che importa se privo di fondamento, avranno pensato “se ha funzionato sino a d ora, perché abbandonare questo valido slogan pubblicitario??”. Questa volta i numeri, con un gioco di prestigio da illusionisti, vengono utilizzati per un vero e proprio numero di magia. Ecco rispolverata la relazione Ivass del 2014 dalla quale si estrapolano numeri mescolati sapientemente come neppure il migliore giocoliere. Dimenticano tutti che compito dell’Ivass sarebbe quello di vigilare sull’operato delle assicurazioni, dimenticano tutti che il numero dei casi di omessa vigilanza è sotto gli occhi di tutti, il caso Fonsai solo per citarne uno. Dimenticano che, pur volendo attenersi ai numeri, in Commissione Finanze è stato detto a gran voce: “non è possibile stimare il numero preciso delle truffe assicurative in Italia ed in ogni caso i relativi sono in nostro possesso unicamente dal 2013”.! Ciononostante, anche dinanzi a tali evidenze, il Senato sostiene ed accompagna per mano Ania, Ivass e le loro amiche proprio come fanno ormai i genitori quando corrono a scuola per lamentarsi con l’insegnante “colpevole” d’aver tentato di esercitare un minimo di autorità per  inculcare qualche briciola di educazione alla civiltà.

Così nel silenzio generale rischiamo tutti di trovarci difronte all’ennesima burla, ma questa volta, non sarà lo scherzo di carnevale, non sarà una semplice goliardata, sarà la chiusura delle nostre attività, sarà la negazione dei nostri diritti come consumatori, come danneggiati e come imprenditori. Un’amara, indigeribile realtà.

Qui di seguito il link da consultare, qualche minuto di pazienza, per leggere con i vostri occhi quel che accade nel silenzio generale!

Emendamenti di Commissione relativi al DDL n. 2085

(link all’articolo originale)

Mo’Bast! Audito in X Commissione del Senato della Repubblica.

Ecco il testo dellacomunicazione pervenuta all’associazione:

Illustre Presidente,
desidero informarLa che la 10ª Commissione permanente, che ho l’onore di presiedere, ha avviato l’esame del disegno di legge n. 2085, recante «Legge annuale per il mercato e la concorrenza», approvato dalla Camera dei deputati, e ha deciso di svolgere, nella sede dell’Ufficio di Presidenza integrato dai rappresentanti dei Gruppi
parlamentari, un ciclo di audizioni informali.
La informo dunque che, come concordato con la S.V., la Sua audizione, assieme a quella dell’Associazione familiari vittime della strada e dell’Associazione Konsumer Italia, si terrà mercoledì 11 novembre 2015, alle ore 10, presso l’aula della 10ª Commissione.
La informo altresì che eventuale documentazione acquisita agli atti della Commissione nel corso dell’audizione o successivamente potrà essere pubblicata – ove nulla osti da parte Sua – sulla pagina web della Commissione, al pari dei documenti depositati da altri soggetti auditi.
Per l’audizione, infine, potrà essere attivato l’impianto audiovisivo del Senato.
Sono certo che il contributo che Ella vorrà portare sarà di grande interesse.
I migliori saluti.

qui il testo pervenutoci Invito Senato (195).

Questo il testo da noi preparato Testo audizione (169)

#CartadiBologna, COMUNICATO STAMPA.

La Carta di Bologna commenta l’approvazione alla Camera del disegno legge concorrenza: “Norme di buon senso che migliorano il settore Rc auto”

Soddisfatte le sigle della Carta di Bologna: “Dopo il sì della Camera al ddl concorrenza, si aspetta il via libera del Senato. La politica ha recepito le istanze delle parti coinvolte: le regole favoriscono i consumatori e i danneggiati”
“Il disegno legge concorrenza è stato approvato alla Camera. E adesso è all’esame del Senato. Il provvedimento ha avuto un lungo iter, durante il quale la buona politica ha ascoltato le istanze di tutte le parti sociali coinvolte. Così – è il commento della Carta di Bologna alle dichiarazioni di Ania di oggi 8 ottobre 2015 -, si può provare a cambiare in meglio il settore Rc auto. Nel corso del cammino parlamentare del provvedimento, sono stati ascoltati consumatori, vittime della strada, giuristi, artigiani e numerosi altri soggetti, inclusi i carrozzieri indipendenti”.
Una sola nota stonata: “Gli unici contrari al ddl concorrenza – evidenzia la Carta di Bologna – sono stati gli esponenti di Ania, l’associazione che rappresenta quasi tutte le assicurazioni, e dell’altro gruppo assicurativo non rappresentato in Ania; ma anche, paradossalmente, l’Ivass e l’Antritrust, che hanno sposato integralmente le tesi dell’oligopolio assicurativo. Tocca ricordare che il ramo Rc auto ha fatto utili per 6 miliardi di euro negli ultimi 3 anni. Nonostante prezzi Rca record in Europa e profitti stellari, l’Ania chiede al Senato modifiche al ddl concorrenza: cambiamenti che andrebbero nettamente contro i danneggiati. L’Ania punta a ridurre i risarcimenti per i danneggiati e a distruggere la concorrenza nelle riparazioni”. La conclusione è semplice: “Il mercato Rca è in mano a 3 gruppi assicurativi che gestiscono il 70% del mercato – chiosa la Carta di Bologna -. In un contesto simile, la concorrenza evidentemente va incentivata con ben altre scelte e con un serrato controllo da parte di Ivass e Antitrust: queste autorità continuano a non vedere quello che non è altro che un macroscopico cartello anticoncorrenziale.
È ora di riformare da capo a piedi tali istituzioni perché le leggi possono essere facilmente aggirate se le autorità non esercitano il loro potere di moral suasion. Non solo: ormai circolano clausole contrattuali che vogliono far rientrare dalla finestra ciò che è uscito dalla porta, ovvero decurtare i risarcimenti dove il diritto pone un argine tramite vessazioni imposte al cliente. Si svegli l’Ivass a vigilare in merito oppure il legislatore chiuda questa istituzione che, nata sulle ceneri della defunta Isvap, non dimostra, immersa in una strana commistione di conflitti di interesse, di avere la schiena dritta per dettare alle compagnie comportamenti volti alla trasparenza, e alla chiarezza dei contratti assicurativi”.

Segreteria Carta di Bologna

Comunicato Stampa CARTA DI BOLOGNA 20151008 (175)

IVASS: Marcate differenze nei mercati Rc Auto europei | …di cosa parliamo ?

La struttura del premio medio di tariffa italiano alla fine del 2012 è costituita per il 69,8% dal costo sinistri, per il 18,4% dalle spese e per l’11,8% dal margine tecnico. Negli altri paesi sono state riscontrate incidenze, rispettivamente, superiori per il costo sinistri e per le spese e inferiori per il margine tecnico, “probabilmente anche a causa dal maggiore sviluppo degli altri rami danni rispetto all’Italia che consente alle imprese straniere di distribuire in modo più efficiente il carico per spese e i margini tecnici”. E le differenze, evidenziate a partire da dati ufficiali, sono anche maggiori se escludiamo l’Italia dalla media europea.

Quaderno-IVASS-sulle-assicu

Sorgente: IVASS: Marcate differenze nei mercati Rc Auto europei | Intermedia Channel

La giornata di mobilitazione partenopea per la #cartadibologna

14 marzo 2015 Napoli Starhotel Terminus ore 15:00 in trecento per il convegno “Ddl concorrenza: il governo controriforma la RCAuto“.

Apre i lavori Mario De Crescenzo, presidente di Mo Bast, sottolineando l’assurdità e la pericolosità del Ddl concorrenza.

Tommaso Caravani a moderare i lavori dà la parola alla prof.ssa Cassaniti, presidentessa Vittime della Strada, che ha espresso con forza la sua posizione:” Ero presente a Bologna allora c’era un decreto che contrastava con i diritti degli assicurati. Ora viene riproposta la stessa cosa. Tutto viene letto nell’ottica del profitto e così io vorrei capire come mai a fronte di profitti così alti si decide di abbassare i risarcimenti! Una società civile non può tollerare queste gravi violazioni dei diritti di ognuno. Non può ammantare di interesse sociale i tagli ai diritti dei risarcimenti delle vittime. In una società civile la persona deve essere al centro della società. Non solo la persona come vittima ma le persone come gli stessi artigiani privati della possibilità di svolgere il proprio lavoro. Tutti gli ultimi governi susseguitisi sono filo-assicurativi anche il governo Renzi mostra di seguire questo orientamento.”

A seguire Mario De Crescenzio ha proseguito spiegando come la scelta di Napoli non sia stata affatto casuale. “Napoli e provincia hanno il costo assicurativo più alto d’Europa!”. Il presidente di Mo Bast ha evidenziato le contraddizioni del disegno presentato il 20 febbraio: ”Un Ddl chiamato concorrenza per definirsi tale avrebbe dovuto contenere la portabilità delle polizze, o la possibilità di rivolgersi a compagnie europee, ma soprattutto che IVASS ed antitrust fossero rivoltate come calzini. Ripensate completamente. É infatti evidente che l’operato degli stessi risulta fortemente compromesso. Invece nulla di tutto ciò”. De Crescenzio ha concluso affermando piena disponibilità a contribuire alla produzione di un provvedimento solo se davvero a tutela dei diritti dei consumatori.

La parola è poi passata al dott. Raffaele Zinno, segretario SISMLA, che si è soffermato sulla necessaria terzietà del Ctu e sulla necessità di liberare i medici delle compagnie dal dictat loro imposto. Ha quindi concluso esponendo la sua proposta per affrontare il problema con trasparenza e serietà.

L’avv. Giuseppe Mazzucchiello, presidente dell’Associazione Valore Uomo ha evidenziato l’urgenza di una legiferazione parlamentare, attualmente, però, svuotato di potere amministrato esclusivamente da un governo che agisce in dispregio della volontà popolare.

Il Vice presidente OUA, avv. Vincenzo Improta, ha auspicato la necessità di un diritto che sia una facilitazione per il cittadino affermando l’impossibilità di accettare normative che riducono la persona a cosa.

L’avv. Settimio Catalisano, Vice presidente UNARCA, ha posto interessanti interrogativi sulle novità introdotte. La stessa scelta della commissione investita, perché non attribuire la competenza alla Commissione Giustizia invece che alla Commissione industria o sviluppo economico. Ha inoltre invitato la buona politica ad intervenire. Il disegno di legge, per l’ennesima volta, contiene una serie notevole di limiti ai diritti dell’assicurato. Non si può lasciar passare che a fronte di utili cosi alti le tariffe sono alte perché le compagnie ci rimettono!

Furio Truzzi, presidente ASSOUTENTI “E’ arrivato il momento di tradurre la carta di Bologna in una proposta da presentare immediatamente per avviare una seria riforma del settore, una vera riforma dal punto di vista dell’assicurato che garantisca la libertà di scelta. Vogliamo essere tra i primi sottoscrittori della Carta di Bologna e vogliamo conoscere chi in Parlamento sta con i cittadini e con i lavoratori”.

L’intervento del presidente del CUPSIT, dott. Stefano Mannacio è partito dai dati per analizzare un sistema che ha gravi irregolarità e inadempienze. La stessa composizione dell’IVASS preoccupa vista l’incapacità ad intervenire a fronte delle numerose irregolarità. I dati relativi alla sinistrosità parlano di notevole diminuzione, gli utili delle compagnie assicurative salgono esponenzialmente ma nonostante questo gli interventi più volte reiterati dal Governo nascono nel solco di quella che sembra una specie di consociativismo Stato-Assicurazioni nato per fregare vittime e carrozzieri. L’autorità garante della concorrenza e del mercato pare essere la santa protettrice delle assicurazioni. “E’ una cosa insopportabile. In questo modo si distrugge la concorrenza ed il mercato tra le priorità ci deve essere una totale riforma delle autorità, una maggiore trasparenza. Abbiamo un mercato malato perché le autorità sono malate”.

E’ stata poi la volta di Davide Galli, presidente Federcarrozzieri. “Da quando abbiamo cominciato siamo diventati sempre di più. Federcarrozzieri e nata perché gli altri non si muovevano. Io vorrei che oggi avessero voci un po’ tutti”.

Si è aperta la seconda parte con Roberto Barbarino che ha introdotto il dibattito politico. Barbarino ha sottolineato le storture del sistema ponendo l’attenzione sulla confusione creata ad arte nel sistema risarcitorio. “Il regime risarcitorio ed il regime indennitario sembrano mescolarsi ma questa confusione creata ad hoc proprio per pregiudicare ancor di più gli assicurati: ora siamo arrivato al diritto di scegliere di farsi del male… scegliere di rinunciare ai propri diritti. Anche questa è confusione! Non possiamo permettere che questa confusione si amplifichi, ci vuole chiarezza”.

E’ stato poi il dibattito politico con l’intervento telefonico del sottosegretario Cosimo Ferri che ha ribadito come sia necessario garantire la concorrenza attraverso la libertà di scelta ed una stringente tutela del cittadino per mettere al centro la sicurezza di tutti.

L’On. Paolo Russo, F.I., è partito da sei interrogativi centrali del DDL concorrenza. Chi ispeziona il veicolo a quali costi? la scatola nera? Chi la paga? Con quali caratteristiche? Ha poi così proseguito il suo intervento: ”La continua imposizione di limiti ai diritti sta determinando una condizione di grande guasto. C’é un attacco alle imprese che è un attacco alla civiltà. L’obiettivo invece deve essere quello di rendere eguali i cittadini. Quando c’è da fare un regalo alle assicurazioni c’è rapidità. Quando c’è da tutelare i consumatori nasce la difficoltà. C’è una evidente sperequazione Questa battaglia va fatta con i partiti, nei partiti e se occorre contro i partiti”.

Erminia Mazzoni ha invitato tutti a proseguire nell’impegno di informare e sensibilizzare così da ampliare la portata della battaglia da tempo intrapresa per contrastare un provvedimento totalmente iniquo. “Questo Ddl concorrenza sembra provenire da uno Stato che invece di porsi come priorità la tutela dei cittadini seri ed onesti preferisce ipotizzare che i più siano disonesti e quindi punirli. E’ così che si favoriscono e si fomentano le forme di pregiudizio in danno di alcune categorie quali avvocati, carrozzieri, medici legali, patrocinatori”.

Il Sen. Sergio Puglia, movimento 5 stelle parte dalla necessità di eliminare l’indennizzo diretto che ha dato luogo ad una serie di meccanismi distorti. Ha proseguito osservando come le compagnie assicurative abbiano di fatto scaricato il rischio d’impresa sugli assicurati. Altra nota dolente certamente la mancanza di indipendenza dell’Ivass ed ancora: ”La proposta di legge da noi predisposta prevede, tra le altre, la reale portabilità delle polizze, la libertà di scelta del riparatore e propone di ripartire del contratto base. Lo sconto propagandato non nasce dalla riduzione del proprio compenso ma dalla riduzione dei nostri risarcimenti”. Sottolineata anche altre gravi tematiche, quella della gestione dei dati della scatola nera ed il preoccupante favor verso il debitore “assicurazione” che viene posto nella condizione di decidere come, quando ed a quali condizioni pagare.

Roberto Barbarino prosegue nel dibattito politico soffermandosi sulla sovrapposizione dei ruoli: Assicuratori che si sostituiscono ai carrozzieri, agenti che si sentono patrocinatori creando una totale confusione dei ruoli.

L’On. Impegno, PD, : “Non si può affrontate il tema assicurativo limitandosi a limitate i diritti dei cittadini. E’ in atto una vera e propria criminalizzazione del danneggiato. Il tema e molto più vasto rispetto a quanto contenuto nel Ddl. Abbiamo un sistema assicurativo che non funziona più che sta implodendo. Il Ddl non regolamenta la concorrenza, non offre trasparenza e non risolve le sperequazioni. Contribuirò decisamente a cambiarlo”.

L’On. Andrea Colletti, M5S, ha esaminato lo scenario politico attuale e posto l’accento sulla pericolosità del Ddl che colpisce i diritti delle vittime tagliando drammaticamente sui risarcimenti unicamente per favorire ulteriori guadagni delle compagnie assicurative.

Un arcobaleno di dialetti italiani ha aperto la terza parte dando vita ad un unico grande colore carico di istanze urgenti!

Orazio Spanesi della carrozzeria Spanesi: ”Siamo nell’impossibilità di lavorare in sicurezza,di proseguire il nostro lavoro”.

L’avv. Gianpaolo Bizzarri ha portato una testimonianza di impegno, di grande valore, quella dell’approvazione da parte del consiglio regionale toscano, della mozione sottoscritta in modo trasversale, prima firmataria la consigliera De Robertis (PD) che chiede si giunga in tempi brevi all’approvazione, in sede parlamentare, della proposta di legge del CNA recante “Modifiche al Codice delle assicurazioni private, di cui al decreto legislativo 7”. Oscar Zarri presidente carrozzieri italiani si è rivolto ai colleghi dicendo che non è più tollerabile tutto quello che accade ai carrozzieri, non è più possibile tollerare di essere tacciati di delinquenza. Ivano Vernazzano titolare dell’omonima carrozzeria: ”Questo Ddl è pura follia. Non solo non dovrebbe passare questa legge ma neppure dovrebbe essere permesso di proporla”. Roberto Padovani, titolare della Carrozzeria Padovani di Aosta ha invitato tutti carrozzieri presenti a credere con forza che nell’indipendenza della categoria dai poteri forti. Giuseppe Panico, presidente Assopec ha puntato sull’importanza di fare informazione, mentre Massimiliano Canellini, presidente regionale Campania Aicis propone da tempo l’istituzione un albo professionale dei periti assicurativi ed una regolamentazione della formazione. Infine, Fabio Bergamo, scrittore, ha trasmesso un documento che chiarisce gli aspetti problematici del sistema assicurativo ed ha ribadito come l’unico interesse tutelato dal Ddl sia il profitto delle compagnie assicurative.

Un incontro che ha chiarito definitivamente la pericolosità delle previsioni contenute nel Ddl concorrenza. Un dibattito che ha posto l’attenzione sugli aspetti più urgenti e sulla necessità di contrastare con forza provvedimenti indegni di un paese civile. L’unione alla base della Carta di Bologna si arricchisce di ulteriori propositi, di una miscellanea compatta e pronta ad affrontare senza esitazione l’ennesima battaglia di civiltà giuridica!

Di Elena Bove.

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COMUNICATO STAMPA EVENTO 14 MARZO: “DDL CONCORRENZA? Governo controriforma RCAuto. MO’BAST!”

Associazione Mo’Bast!, Associazione Vittime della Strada (AIFVS), Assoutenti, Comitato Unitario Patrocinatori Stragiudiziali Italiani (CUPSIT), Federcarrozzieri, Sindacato Italiano Specialisti in Medicina Legale e delle Assicurazioni (SISMLA), Commissione RC dell’Organismo Unitario dell’Avvocatura (OUA), Unione Avvocati Responsabilità Civile e Assicurativa (UNARCA), Sportello dei diritti e Associazione Valore Uomo promotori della Carta di Bologna e le sigle aderenti Codici, Casa del Consumatore, Confconsumatori, CILD e Assopec

SI RITROVANO

di nuovo uniti nel protestare contro l’ennesimo tentativo della lobby assicurativa di azzerare i diritti di cittadini ed artigiani barattandoli con miseri sconti sulle tariffe RCA contenuto nell’appena emanato “DDL Concorrenza” e

SI MOBILITANO

incontrandosi il 14/03/2015 alle ore 15,00 a Napoli presso Hotel Terminus in Piazza Garibaldi 91, alla presenza di parlamentari di tutte le forze politiche.

Qui il programma completo (in aggiornamento continuo)

Se intendi partecipare all’evento clicca qui.

DDL Concorrenza: il Governo controriforma la RCAuto

Il 9 aprile i membri del movimento contro il decreto RCAuto che avevano partorito la #CartaDiBologna, portarono all’attenzione dei parlamentari presenti una bozza di riforma della RCAuto che privilegiasse i diritti del cittadino in nome di principi fondamentali quali Libertà, Trasparenza e Concorrenza.

Cittadino tutelato sia come assicurato che come danneggiato.

Pochi giorni dopo Elena Bove scrisse un bellissimo articolo intitolato “La #cartadibologna traccia la mappa dei diritti.”… in quanto il cittadino, sia in veste di assicurato che in quella di danneggiato, trova piena tutela nei 13 punti della #cartadibologna

Rinunciare ai diritti….

Sfortunatamente, però, il 18 Ottobre 2014, in un convegno di Federcarrozzieri a Roma, ebbi modo di sentire l’intervento dell’avv. Settimio Catalisano, UNARCA-OUA, il quale candidamente raccontò che un giudice pubblicamente gli disse: “… ma in momenti come questo bisogna pur rinunciare ad alcuni diritti….”. Ecco ! Un brivido mi pervase il corpo…

Il segno del destino: “I diritti non sono un lusso…”

Mi chiesi come fosse possibile che un Giudice, pur se non togato, potesse parlare in tal senso, potesse acconsentire alla negazione dei diritti sanciti in primis dalla Costituzione Italiana oltre che dalle Leggi…

Poi, quasi fosse un segno del destino, dopo solo due giorni ebbi modo di leggere su Repubblica un articolo bellissimo firmato da Stefano Rodotà dal titolo: “Perché i diritti non sono un lusso in tempo di crisi.”.

Il destino lo costruiamo noi! “Serve un fronte comune”…

Sulla scorta di quanto accadeva diedi una mano a Luigi Mercurio per l’organizzazione di un convegno Federcarrozzieri a Benevento, dal nome “Allarme rosso Rca, agguato alla libertà di scelta: serve un fronte comune”.

DDL concorrenza ? Non ci resta che combattere

Il pensiero di non piegarsi allo strapotere assicurativo ed ad un Governo miope che riproponeva sotto forma di decreto le idee mutuate dallo stralciato art.8 precedente decreto “Destinazione Italia” ha rafforzato il fronte comune, alzato l’attenzione tra le associazioni mobilitate tanto da esser pronti a riproporre la mobilitazione di Bologna dell’11 Gennaio 2014.

Utili stratosferici ANIA. Silenzio STRISCIAnte !

Nel contempo siamo riusciti a piazzare un colpo inaspettato riuscendo a far sapere sui media nazionali la reale portata degli utili dell’ANIA, (1.825 Mld nel 2012, 2.425 Mld nel 2013 e forse 3.5 Mld nel 2014) che invece di abbassare i premi delle polizze chiede al Governo di abbassare i risarcimenti ai cittadini

Inizieremo stavolta da Napoli, al grido di MO’BAST!

L’associazione MO’BAST!, insieme ad ASSOUTENTI e AIFVS con l’ausilio (anche economico oltre che organizzativo) del CUPSITFEDERCARROZZIERI ed altre associazioni aderenti, ha preparato per Sabato 14 Marzo a Napoli un convegno dibattito sul tema: “DDL Concorrenza: il Governo controriforma la RCAuto“.

Vogliamo la #cartadibologna… in #RCAuto: piena #Concorrenza, maggiore #Trasparenza e più #Diritti.

COMUNICATO STAMPA del 17-01-2015

In data 09/01/2015, sul Mattino è comparso il seguente articolo:Residenza in Campania, Rc auto in Abruzzo per risparmiare: indagate 51 persone”. (1)Tale articolo s’incentra sulla ahinoi conosciuta usanza ad assicurarsi altrove (in modo lecito od illecito) al fine di trovare un vantaggio economico poichè SICURAMENTE INDOTTI dall’elevato costo della copertura RCA. Ricordiamo che in Italia si “presume” che ben 4 milioni di veicoli NON SIANO ASSICURATI con percentuali altissime a Napoli e provincia, ovvero in territori ove si assomano a fenomeni di elusione assicurativa quelli di migrazione anagrafica, lecita od illecita come nel caso di prima, tanto da squilibrare completamente il rapporto mutualistico che le compagnie calcolano – però – a livello territoriale stesso e non a livello nazionale, come da Ns. critica continua (leggasigli articoli doppiaverità (2) e tariffaequa (3)).L’associazione MO BAST! ha sempre pubblicamente condannato qualsiasi comportamento illecito e dannoso della collettività, considerando, comunque, questa tipologia di fenomeni illeciti quasi conseguenza di un sistema di tariffazione nient’affatto equa e parametrica allo stato di rischio dei territori considerati.Diversa considerazione, invece, è data a tutto ciò che si possa individuare e raccontare come “truffa”, nel senso di illecito profitto sfruttando il risarcimento di danni inesistenti od alterati che siano. In tal caso ed a partire da oggi, la nostra associazione NON VUOL PIU’ RESTARE A GUARDARE e metterà in atto tutte le strategie possibili per poter arginare tale fenomeno, poco rilevante come incidenza economica ma abilmente sfruttato dalle compagnie assicurative per fare del classico “benaltrismo” allorquando  si discute di tariffe assicurative.In questi ultimissimi giorni è evidente l’eco scandalistica dell’articolo: “Truffa alle assicurazioni, indagati legali e giudici di pace: incidenti risarciti due volte e i favori all’avvocatessa sexy” (4) … Il Direttivo, gli associati e coloro che ci seguono sui social networks sono letteralmente basiti ed indignati… infatti si era letto più volte ed in più luoghi di indagini su avvocati, periti, medici, procacciatori di vario genere (si rammenta che propria a Nola circa un anno fa ci fu l’operazione “Jordanus” (5)), ma mai si parlava di un coinvolgimento dei Giudici di Pace !Se verranno confermate le ipotesi di reato anticipate nell’articolo a firma della giornalista Carmen Fusco (complimenti!) l’Associazione MO’BAST!, come annunciato dal presidente Mario De Crescenzio, si costituirà parte civile all’eventuale processo affiancata dall’avv. Gianluca Bozzelli di Napoli, attivista della nostra associazione oltre che dirigente dell’associazione “Insorgenza Civile” .E’ bene precisare, però, che si ritiene necessaria un’indagine ad ampio raggio nel mondo investigando anche nei Centri di Liquidazione Danni (ex Ispettorati) perché le cause dell’altissimo costo delle tariffe assicurative applicate al SUD non risiedono solo nelle truffe sconosciute alle assicurazioni ma anche quelle conosciute, se non consentite, dalle assicurazioni stesse in funzione di strumenti “finanziari” quali il regime di “risarcimento diretto” che ha obbligato più volte liquidatori a pagare sinistri “per opportunità”, “ a stralcio” etc. etc. (leggasi quest’articolo relativo ad un ex liquidatore di Lecce (6)) anche in presenza di evidenti anomalie segnalate dallo stesso fiduciario incaricato.Si rammenta che a dicembre del 2012 abbiamo denunciato il cartello delle compagnie assicurative (7), portando dinanzi ai PM ben 400 esposti, con cui si evidenziava il possibile reato di “aggiotaggio” da parte delle compagnie assicurative in quanto non trovavano alcun riscontro nelle cifre ufficiali le differenze tariffarie, giustificate, ripeto, con l’elevato numero di “frodi” ipotizzate ma non accertate. Napoli, 17/01/2015

Scarica qui il PDF ComunicatoStampa20150117 (251)

… contro il "caro" RCA.