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Napoli, il grande business delle targhe straniere tra risparmio e rischi.

  

In città sono circa seimila, in aumento costante

Quanti bulgari, polacchi, romeni, cechi si muovono in auto nella nostra città? A giudicare dal numero di vetture con targa straniera, sono un vero esercito. Ma la targa di un’automobile, spesso, inganna.

Secondo una stima recente, nella sola città di Napoli circolano quasi seimila mezzi immatricolati in un paese estero; per la maggior parte provengono dalla Bulgaria ma esistono sacche importanti che giungono da Romania e Polonia. Il dato che unisce quasi tutte queste vetture è che sono utilizzate da persone nate, vissute e residenti qui in città. Cosa si nasconde, dunque, dietro la costante crescita di «targhe» straniere? Un disperato bisogno di risparmio economico. Seguiteci e vi chiarirete le idee.

In Italia assicurazione e tassa di possesso rappresentano spese enormi, spesso insostenibili per chi vuol muoversi in auto o in moto. Però in altri Paesi dell’Unione Europea il peso economico di queste stesse voci è quasi inesistente. Così è nato un mercato (che nella stragrande maggioranza dei casi è perfettamente lecito) grazie al quale è possibile sfruttare le condizioni migliori offerte all’estero.

La versione legale della vicenda prevede l’utilizzo della formula del noleggio a lungo termine presso strutture che operano in Paesi dell’Unione, quasi sempre in Bulgaria, ma anche in Romania e Polonia. Ci sono decine di agenzie, con propaggini anche nella nostra città, che offrono la formula della vettura in fitto per un tempo indeterminato, di auto straniere. Il contratto prevede anche la consegna a domicilio, qui in Italia, in cambio di un fisso, mensile o annuale, da corrispondere alla società che offre la vettura o il ciclomotore. In questo caso il risparmio c’è ma è molto limitato perché la cifra comprende, ovviamente, oltre al valore di tasse e assicurazione, anche il costo del noleggio.

Accade sempre più spesso, però, che dietro la formula del noleggio a lungo termine si nascondano tentativi di frode. Quello più comune prevede il definitivo acquisto dell’auto con targa straniera che, però, formalmente risulta sempre intestata alla società che la noleggia. In questo caso, c’è una spesa iniziale più alta, però il risparmio sui costi di gestione dell’auto è imponente: per un’auto di media cilindrata il corrispettivo annuale che comprende tassa di possesso, assicurazione e costi di agenzia, arriva a cinquecento euro; seicento nel caso in cui si tratti di un’auto di grossa cilindrata.

Questo è il mercato più fiorente al momento attuale. Se provate a navigare in rete troverete decine di offerte, per la maggior parte destinate a persone che non possono permettersi grosse spese. L’acquisto (nascosto da noleggio a lungo termine) riguarda soprattutto auto di medio/piccola cilindrata, per la maggior parte dei casi già usate. L’acquirente si trova, dunque, a pagare poco più di mille euro per diventare proprietario del veicolo e si carica di una spesa annuale di circa cinquecento euro: prezzi impensabili per chi è costretto a gestire un’auto immatricolata in Italia.

Esistono, ovviamente, anche altre possibilità. In questo caso decisamente fraudolente. Può capitare, ad esempio, che una vettura lussuosa regolarmente acquistata in Italia, venga cancellata dal registro automobilistico italiano per essere venduta a una società di noleggio estera, dalla quale la stessa persona che l’ha venduta la riprende in fitto a lungo termine. Si tratta, ovviamente, di una maniera per aggirare i controlli fiscali oltre che il pagamento dei tributi e dell’assicurazione in Italia e su casi del genere l’attenzione delle forze dell’ordine è molto alta. Non pensate, però, che tutte le auto lussuose o di grossa cilindrata immatricolate all’estero nascondano un tentativo di frode: abitualmente gli imprenditori che hanno aziende nei Paesi con regimi fiscali migliori, immatricolano il loro parco auto in quella nazione: in questo caso sono perfettamente in regola con la legge.

Anche il mercato delle auto immatricolate all’estero, però, nasconde qualche difficoltà. La prima, particolarmente complicata, riguarda la revisione. Nella maggior parte dei casi deve essere eseguita una volta all’anno. Per cui l’automobilista che ha in gestione un’auto straniera dovrebbe prevedere almeno un viaggio all’anno nella nazione dov’è registrata la sua vettura. Naturalmente per chi non ha voglia di sottoporsi a questa trasferta annuale, esistono organizzazioni illegali capaci diraccogliere i documenti e di restituirli dopo qualche giorno con tutte le validazioni del caso. Si tratta, ovviamente, di una azione illegale perché la revisione va regolarmente effettuata; e in più si rischia pure di incorrere in una truffa con la falsificazione della documentazione che, nella maggior parte dei casi, viene scoperta anche qui in Italia.

Un altro dettaglio di non secondaria importanza riguarda il pagamento delle contravvenzioni. Esiste una norma internazionale che prevede il versamento immediato della somma prevista dalla multa: se, insomma, i vigili o la stradale contestano un’infrazione, bisogna versare il dovuto nelle loro mani, in caso contrario scatta il sequestro del veicolo che verrà restituito solo dopo il pagamento.

(di Paolo Barbuto – Il Mattino)

#IVASS, indagine sui prezzi terzo trimestre 2016. Nulla di nuovo per il SUD.

L’IVASS RENDE NOTI I RISULTATI DELL’INDAGINE IPER SUI PREZZI PER LA GARANZIA
R.C. AUTO NEL TERZO TRIMESTRE 2016
È disponibile online il Bollettino Statistico con le informazioni dell’indagine IPER sull’andamento dei prezzi per la garanzia r.c. auto nel terzo trimestre del 2016.
Questi i principali risultati:
1) Il premio medio per la garanzia r.c. auto nel terzo trimestre 2016 è pari a 426 euro (rispetto a 452 euro del terzo trimestre 2015).
2) Il trend di riduzione dei prezzi mostra segnali di rallentamento: su base annua la variazione è stata pari a −5,9 per cento, mentre su base trimestrale si è avuto un +1,1 per cento (nel 2015 le due variazioni erano rispettivamente: −7,5 e +0,6 per cento).
3) Nell’ultimo anno le diminuzioni più accentuate di prezzo hanno riguardato maggiormente le province del sud caratterizzate tradizionalmente da premi elevati (Napoli, Taranto, Crotone, Brindisi e Reggio Calabria registrano cali di oltre 65 euro); le flessioni più contenute sono invece diffuse tra le province settentrionali con livelli di premi già in partenza molto bassi (Aosta, Bolzano, Gorizia, Sondrio, con diminuzioni inferiori a 10 euro).
4) Di conseguenza, si attenua la dispersione dei premi medi provinciali: mediamente l’automobilista di Napoli paga un premio superiore di 343 euro a quello della Valle D’Aosta (l’anno precedente, la differenza ammontava a 409 euro).

#RCAuto e dematerializzazione: pasticcio all’italANIA.

Copertura assicurativa: se non hai la prova del pagamento in auto, per evitare multe puoi stampare il certificato digitale o mostrarlo sul telefonino alla polizia.

Continua l’incredibile vicenda di una riforma mal attuata: il certificato di assicurazione è stato dematerializzato e reso online, gli automobilisti sono ora esentati (per legge) dall’esporre il tagliando di carta sul parabrezza, ma le multe arrivano lo stesso. Possibile? Si, perché i terminali del portale dell’automobilista, su cui dovrebbero confluire in tempo diretto i dati dei contratti, non sono spesso aggiornati in tempo reale con i pagamenti degli assicurati e la polizia non ha altri modi per assicurarsi dell’effettiva copertura assicurativa dell’auto fermata. Così un paio di mesi fa il ministero aveva consigliato di conservare in auto il vecchio tagliando cartaceo (rilasciato ancora per un periodo provvisorio) a dimostrazione del pagamento della polizza rc- auto (leggi “Assicurazione: meglio portare con sé il tagliando”).

Ora arriva il parziale contrordine. Il Ministero dell’Interno dice che le multe possono essere evitate anche esibendo all’agente il certificato in versione digitale mostrando il file sul telefonino (perché conservato nella memoria interna) oppure stampandone una copia a casa, senza bisogno di certificazioni. Lo ha evidenziato la circolare del 1° settembre 2016.

Dal 18 ottobre dello scorso anno non è più obbligatorio esporre sul parabrezza dei veicoli il contrassegno di assicurazione in corso di validità. È infatti sufficiente esibire alla polizia il regolare certificato di assicurazione in caso di controllo. Se però da una parte l’automobilista ha il beneficio di non dover più esporre il contrassegno, dall’altro sono aumentati i rischi di essere trovati in difetto e spesso per motivazioni assolutamente indipendenti dalla volontà del conducente. Questo perché innanzitutto le banche dati che attestano la regolarità della copertura assicurativa non sono ancora completamente aggiornate. Poi perché alcune compagnie consentono una estensione della copertura assicurativa per periodi di tempo superiori alle due settimane di rito.
Alla fine del discorso, la documentazione cartacea sarà sempre prevalente rispetto alle indicazioni delle banche dati. Per questo motivo meglio avere al seguito anche il contratto assicurativo e l’attestazione di avvenuto pagamento per non incorre in spiacevoli discussioni con gli organi di vigilanza. Per questo è anche consigliabile portarsi dietro l’attestazione di avvenuto pagamento del premio e copia del contratto perché rispetto alle indicazioni del Centro Elaborazione dati, i documenti risulteranno sempre prevalenti.
Quando tutto manchi, l’automobilista può legittimamente esibire alla polizia anche un certificato di assicurazione in formato digitale (sullo smartphone), oppure una stampa non originale del formato digitale stesso.

fonte

#IVASS, indagine sui prezzi a fine 2015. Nulla di nuovo per il SUD.

E’ disponibile online il bollettino statistico con le informazioni dell’indagine IPER sull’andamento dei prezzi per la garanzia r.c. auto nel quarto trimestre del 2015.
Questi i principali risultati:
1)Il premio medio per la garanzia r.c. auto nel quarto trimestre 2015 è pari a 439 euro; ilpremio è sceso del -2,9 per cento nell’ultimo trimestre del 2015 e del -7,6 per cento rispettoa fine 2014.
2)La variabilità dei prezzi nel territorio rimane ampia con prezzi tendenzialmente più alti nelleregioni del Centro-Sud.
3)La scatola nera è presente nel 15,8 per cento dei contratti stipulati nel quarto trimestre del2015 (era il 13,6 per cento nel quarto trimestre del 2014 e l’11,2 per cento nel quartotrimestre 2013).
4)La scatola nera è maggiormente diffusa nelle province in cui il prezzo della coperturar.c.auto è più elevato. Le prime 5 province per diffusione della scatola nera sono Caserta,Napoli, Salerno, Catania e Reggio di Calabria, con percentuali rispettivamente del 47, 41,32, 32 e 30 per cento sul totale dei contratti.

fonte: IVASS

Mo’Bast! Audito in X Commissione del Senato della Repubblica.

Ecco il testo dellacomunicazione pervenuta all’associazione:

Illustre Presidente,
desidero informarLa che la 10ª Commissione permanente, che ho l’onore di presiedere, ha avviato l’esame del disegno di legge n. 2085, recante «Legge annuale per il mercato e la concorrenza», approvato dalla Camera dei deputati, e ha deciso di svolgere, nella sede dell’Ufficio di Presidenza integrato dai rappresentanti dei Gruppi
parlamentari, un ciclo di audizioni informali.
La informo dunque che, come concordato con la S.V., la Sua audizione, assieme a quella dell’Associazione familiari vittime della strada e dell’Associazione Konsumer Italia, si terrà mercoledì 11 novembre 2015, alle ore 10, presso l’aula della 10ª Commissione.
La informo altresì che eventuale documentazione acquisita agli atti della Commissione nel corso dell’audizione o successivamente potrà essere pubblicata – ove nulla osti da parte Sua – sulla pagina web della Commissione, al pari dei documenti depositati da altri soggetti auditi.
Per l’audizione, infine, potrà essere attivato l’impianto audiovisivo del Senato.
Sono certo che il contributo che Ella vorrà portare sarà di grande interesse.
I migliori saluti.

qui il testo pervenutoci Invito Senato (179).

Questo il testo da noi preparato Testo audizione (161)

Le minestre riscaldate…

<<Lunedi 11 Maggio, alle ore 11, presso la Sala Pignatiello di Palazzo San Giacomo, si terrà la conferenza stampa per rilanciare “Tariffa Italia”. L’incontro sarà l’occasione per presentare anche la nascente rivista dei consumatori “il Test”. Interverranno Enrico Panini, assessore al Lavoro e alle Attività produttive del Comune di Napoli con delega alla Tutela dei Consumatori, Antonio Coviello, docente universitario in materia assicurativa, Enrico Cinotti, vicedirettore de “il Test”.  Sono stati invitati i parlamentari campani ed i movimenti che da anni si battono contro le discriminazioni territoriali nelle assicurazioni.>>

Ero a Bologna per un convegno e provvidi a segnalarlo al presidente Mario De Crescenzio mentre altri membri del direttivo della Ns. associazione, quali Patrizia Lonz e la poi storica Gabriella Gambardella,  attoniti si chiedevano: ma siamo stati invitati ?

Mi spiace rispondere che NON SIAMO STATI AFFATTO INVITATI  forse perché gli organizzatori temono il Ns. dissenso in merito all’argomento… non siamo stati mai silenti dinanzi a tali iniziative che saranno foriere SOLO DI PERDITA DI TEMPO e di RISORSE UMANE ED ECONOMICHE.

In tempi non sospetti provvedemmo a SPIEGARE i motivi per cui la proposta di TARIFFA UNICA non potrà avere alcun successo fintantochè l’Europa continua ad avere sovranità sull’argomento (leggi QUI).

Tale certezza ci ha fatto affrontare il “problema del caro RCAuto” in una modalità “alternativa” (leggi QUI), che non lede alcuna norma Europea e che non necessità di alcuna Legge ma SOLO dell’intervento normativo dell’IVASS!

Fortunatamente già in un recente convegno organizzato proprio da noi di MOBAST! a Napoli abbiamo fatto sentire la voce dei politici Campani più sensibili all’argomento che hanno chiarito la correttezza della Ns. tesi ed, in alcuni casi, hanno rimodulato il loro pensiero alla luce di tutte le argomentazioni a loro apportate dai Ns. studi giuridici sia in ambito Italiano che Europeo (qui tutti gli interventi dei politici intervenuti).

Perché continuare con una variazione del tema della “Tariffa Unica”, già Legge dello Stato di fatto inapplicata ?

Perché riscaldare la solita minestra con una tesi formulata 4 anni fa che ha visto la totale bocciatura dalle istituzioni ITALIANE ed EUROPEE ??

Oggi ascolteremo quanto hanno da dire… chissà SE UN GIORNO costoro vorranno affrontare un PUBBLICO CONTRADDITTORIO in merito per chiarire meglio alla popolazione quali sono le REALI POSSIBILITA’ di perseguimenti di diritti al momento IRRAGGIUNGIBILI, pur se giusti e condivisibili.

… forse è vero quanto detto dal presidente De Crescenzio: “[…] si sa, taluni personaggi i problemi li GESTISCONO anziché RISOLVERLI.

IVASS: Marcate differenze nei mercati Rc Auto europei | …di cosa parliamo ?

La struttura del premio medio di tariffa italiano alla fine del 2012 è costituita per il 69,8% dal costo sinistri, per il 18,4% dalle spese e per l’11,8% dal margine tecnico. Negli altri paesi sono state riscontrate incidenze, rispettivamente, superiori per il costo sinistri e per le spese e inferiori per il margine tecnico, “probabilmente anche a causa dal maggiore sviluppo degli altri rami danni rispetto all’Italia che consente alle imprese straniere di distribuire in modo più efficiente il carico per spese e i margini tecnici”. E le differenze, evidenziate a partire da dati ufficiali, sono anche maggiori se escludiamo l’Italia dalla media europea.

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Sorgente: IVASS: Marcate differenze nei mercati Rc Auto europei | Intermedia Channel

La giornata di mobilitazione partenopea per la #cartadibologna

14 marzo 2015 Napoli Starhotel Terminus ore 15:00 in trecento per il convegno “Ddl concorrenza: il governo controriforma la RCAuto“.

Apre i lavori Mario De Crescenzo, presidente di Mo Bast, sottolineando l’assurdità e la pericolosità del Ddl concorrenza.

Tommaso Caravani a moderare i lavori dà la parola alla prof.ssa Cassaniti, presidentessa Vittime della Strada, che ha espresso con forza la sua posizione:” Ero presente a Bologna allora c’era un decreto che contrastava con i diritti degli assicurati. Ora viene riproposta la stessa cosa. Tutto viene letto nell’ottica del profitto e così io vorrei capire come mai a fronte di profitti così alti si decide di abbassare i risarcimenti! Una società civile non può tollerare queste gravi violazioni dei diritti di ognuno. Non può ammantare di interesse sociale i tagli ai diritti dei risarcimenti delle vittime. In una società civile la persona deve essere al centro della società. Non solo la persona come vittima ma le persone come gli stessi artigiani privati della possibilità di svolgere il proprio lavoro. Tutti gli ultimi governi susseguitisi sono filo-assicurativi anche il governo Renzi mostra di seguire questo orientamento.”

A seguire Mario De Crescenzio ha proseguito spiegando come la scelta di Napoli non sia stata affatto casuale. “Napoli e provincia hanno il costo assicurativo più alto d’Europa!”. Il presidente di Mo Bast ha evidenziato le contraddizioni del disegno presentato il 20 febbraio: ”Un Ddl chiamato concorrenza per definirsi tale avrebbe dovuto contenere la portabilità delle polizze, o la possibilità di rivolgersi a compagnie europee, ma soprattutto che IVASS ed antitrust fossero rivoltate come calzini. Ripensate completamente. É infatti evidente che l’operato degli stessi risulta fortemente compromesso. Invece nulla di tutto ciò”. De Crescenzio ha concluso affermando piena disponibilità a contribuire alla produzione di un provvedimento solo se davvero a tutela dei diritti dei consumatori.

La parola è poi passata al dott. Raffaele Zinno, segretario SISMLA, che si è soffermato sulla necessaria terzietà del Ctu e sulla necessità di liberare i medici delle compagnie dal dictat loro imposto. Ha quindi concluso esponendo la sua proposta per affrontare il problema con trasparenza e serietà.

L’avv. Giuseppe Mazzucchiello, presidente dell’Associazione Valore Uomo ha evidenziato l’urgenza di una legiferazione parlamentare, attualmente, però, svuotato di potere amministrato esclusivamente da un governo che agisce in dispregio della volontà popolare.

Il Vice presidente OUA, avv. Vincenzo Improta, ha auspicato la necessità di un diritto che sia una facilitazione per il cittadino affermando l’impossibilità di accettare normative che riducono la persona a cosa.

L’avv. Settimio Catalisano, Vice presidente UNARCA, ha posto interessanti interrogativi sulle novità introdotte. La stessa scelta della commissione investita, perché non attribuire la competenza alla Commissione Giustizia invece che alla Commissione industria o sviluppo economico. Ha inoltre invitato la buona politica ad intervenire. Il disegno di legge, per l’ennesima volta, contiene una serie notevole di limiti ai diritti dell’assicurato. Non si può lasciar passare che a fronte di utili cosi alti le tariffe sono alte perché le compagnie ci rimettono!

Furio Truzzi, presidente ASSOUTENTI “E’ arrivato il momento di tradurre la carta di Bologna in una proposta da presentare immediatamente per avviare una seria riforma del settore, una vera riforma dal punto di vista dell’assicurato che garantisca la libertà di scelta. Vogliamo essere tra i primi sottoscrittori della Carta di Bologna e vogliamo conoscere chi in Parlamento sta con i cittadini e con i lavoratori”.

L’intervento del presidente del CUPSIT, dott. Stefano Mannacio è partito dai dati per analizzare un sistema che ha gravi irregolarità e inadempienze. La stessa composizione dell’IVASS preoccupa vista l’incapacità ad intervenire a fronte delle numerose irregolarità. I dati relativi alla sinistrosità parlano di notevole diminuzione, gli utili delle compagnie assicurative salgono esponenzialmente ma nonostante questo gli interventi più volte reiterati dal Governo nascono nel solco di quella che sembra una specie di consociativismo Stato-Assicurazioni nato per fregare vittime e carrozzieri. L’autorità garante della concorrenza e del mercato pare essere la santa protettrice delle assicurazioni. “E’ una cosa insopportabile. In questo modo si distrugge la concorrenza ed il mercato tra le priorità ci deve essere una totale riforma delle autorità, una maggiore trasparenza. Abbiamo un mercato malato perché le autorità sono malate”.

E’ stata poi la volta di Davide Galli, presidente Federcarrozzieri. “Da quando abbiamo cominciato siamo diventati sempre di più. Federcarrozzieri e nata perché gli altri non si muovevano. Io vorrei che oggi avessero voci un po’ tutti”.

Si è aperta la seconda parte con Roberto Barbarino che ha introdotto il dibattito politico. Barbarino ha sottolineato le storture del sistema ponendo l’attenzione sulla confusione creata ad arte nel sistema risarcitorio. “Il regime risarcitorio ed il regime indennitario sembrano mescolarsi ma questa confusione creata ad hoc proprio per pregiudicare ancor di più gli assicurati: ora siamo arrivato al diritto di scegliere di farsi del male… scegliere di rinunciare ai propri diritti. Anche questa è confusione! Non possiamo permettere che questa confusione si amplifichi, ci vuole chiarezza”.

E’ stato poi il dibattito politico con l’intervento telefonico del sottosegretario Cosimo Ferri che ha ribadito come sia necessario garantire la concorrenza attraverso la libertà di scelta ed una stringente tutela del cittadino per mettere al centro la sicurezza di tutti.

L’On. Paolo Russo, F.I., è partito da sei interrogativi centrali del DDL concorrenza. Chi ispeziona il veicolo a quali costi? la scatola nera? Chi la paga? Con quali caratteristiche? Ha poi così proseguito il suo intervento: ”La continua imposizione di limiti ai diritti sta determinando una condizione di grande guasto. C’é un attacco alle imprese che è un attacco alla civiltà. L’obiettivo invece deve essere quello di rendere eguali i cittadini. Quando c’è da fare un regalo alle assicurazioni c’è rapidità. Quando c’è da tutelare i consumatori nasce la difficoltà. C’è una evidente sperequazione Questa battaglia va fatta con i partiti, nei partiti e se occorre contro i partiti”.

Erminia Mazzoni ha invitato tutti a proseguire nell’impegno di informare e sensibilizzare così da ampliare la portata della battaglia da tempo intrapresa per contrastare un provvedimento totalmente iniquo. “Questo Ddl concorrenza sembra provenire da uno Stato che invece di porsi come priorità la tutela dei cittadini seri ed onesti preferisce ipotizzare che i più siano disonesti e quindi punirli. E’ così che si favoriscono e si fomentano le forme di pregiudizio in danno di alcune categorie quali avvocati, carrozzieri, medici legali, patrocinatori”.

Il Sen. Sergio Puglia, movimento 5 stelle parte dalla necessità di eliminare l’indennizzo diretto che ha dato luogo ad una serie di meccanismi distorti. Ha proseguito osservando come le compagnie assicurative abbiano di fatto scaricato il rischio d’impresa sugli assicurati. Altra nota dolente certamente la mancanza di indipendenza dell’Ivass ed ancora: ”La proposta di legge da noi predisposta prevede, tra le altre, la reale portabilità delle polizze, la libertà di scelta del riparatore e propone di ripartire del contratto base. Lo sconto propagandato non nasce dalla riduzione del proprio compenso ma dalla riduzione dei nostri risarcimenti”. Sottolineata anche altre gravi tematiche, quella della gestione dei dati della scatola nera ed il preoccupante favor verso il debitore “assicurazione” che viene posto nella condizione di decidere come, quando ed a quali condizioni pagare.

Roberto Barbarino prosegue nel dibattito politico soffermandosi sulla sovrapposizione dei ruoli: Assicuratori che si sostituiscono ai carrozzieri, agenti che si sentono patrocinatori creando una totale confusione dei ruoli.

L’On. Impegno, PD, : “Non si può affrontate il tema assicurativo limitandosi a limitate i diritti dei cittadini. E’ in atto una vera e propria criminalizzazione del danneggiato. Il tema e molto più vasto rispetto a quanto contenuto nel Ddl. Abbiamo un sistema assicurativo che non funziona più che sta implodendo. Il Ddl non regolamenta la concorrenza, non offre trasparenza e non risolve le sperequazioni. Contribuirò decisamente a cambiarlo”.

L’On. Andrea Colletti, M5S, ha esaminato lo scenario politico attuale e posto l’accento sulla pericolosità del Ddl che colpisce i diritti delle vittime tagliando drammaticamente sui risarcimenti unicamente per favorire ulteriori guadagni delle compagnie assicurative.

Un arcobaleno di dialetti italiani ha aperto la terza parte dando vita ad un unico grande colore carico di istanze urgenti!

Orazio Spanesi della carrozzeria Spanesi: ”Siamo nell’impossibilità di lavorare in sicurezza,di proseguire il nostro lavoro”.

L’avv. Gianpaolo Bizzarri ha portato una testimonianza di impegno, di grande valore, quella dell’approvazione da parte del consiglio regionale toscano, della mozione sottoscritta in modo trasversale, prima firmataria la consigliera De Robertis (PD) che chiede si giunga in tempi brevi all’approvazione, in sede parlamentare, della proposta di legge del CNA recante “Modifiche al Codice delle assicurazioni private, di cui al decreto legislativo 7”. Oscar Zarri presidente carrozzieri italiani si è rivolto ai colleghi dicendo che non è più tollerabile tutto quello che accade ai carrozzieri, non è più possibile tollerare di essere tacciati di delinquenza. Ivano Vernazzano titolare dell’omonima carrozzeria: ”Questo Ddl è pura follia. Non solo non dovrebbe passare questa legge ma neppure dovrebbe essere permesso di proporla”. Roberto Padovani, titolare della Carrozzeria Padovani di Aosta ha invitato tutti carrozzieri presenti a credere con forza che nell’indipendenza della categoria dai poteri forti. Giuseppe Panico, presidente Assopec ha puntato sull’importanza di fare informazione, mentre Massimiliano Canellini, presidente regionale Campania Aicis propone da tempo l’istituzione un albo professionale dei periti assicurativi ed una regolamentazione della formazione. Infine, Fabio Bergamo, scrittore, ha trasmesso un documento che chiarisce gli aspetti problematici del sistema assicurativo ed ha ribadito come l’unico interesse tutelato dal Ddl sia il profitto delle compagnie assicurative.

Un incontro che ha chiarito definitivamente la pericolosità delle previsioni contenute nel Ddl concorrenza. Un dibattito che ha posto l’attenzione sugli aspetti più urgenti e sulla necessità di contrastare con forza provvedimenti indegni di un paese civile. L’unione alla base della Carta di Bologna si arricchisce di ulteriori propositi, di una miscellanea compatta e pronta ad affrontare senza esitazione l’ennesima battaglia di civiltà giuridica!

Di Elena Bove.

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#RCAuto: L’Asse Vicari & Renzi pro lobby assicurative

Tutto in un decreto nel piano Destinazione Italia. E’ bastato togliere un avverbio dalla norma firmata da Monti per spazzare via colpo di frusta, danni psichici, ferite e lesioni non riscontrabili con radiografie. La prescrizione passa da due anni a tre mesi. UnipolSai, leader del mercato, aveva lamentato “l’impatto significativo dei sinistri sulla redditività” del gruppo.  Altro elemento di battaglia dell’Ania presente nel nuovo testo è il richiamo al famigerato risarcimento in forma specifica. Il preludio affinché si possa finalmente consentire alle compagnie di determinare le modalità di riparazione e non ultimo promuovere la categoria dei carrozzieri a “terzisti di pura manovalanza”, ai quali imporre il costo orario di manodopera e la lavorazione del veicolo con ricambi triangolati direttamente dalle compagnie. Inoltre, e questo non è da poco, se nell’erogazione dell’intervento riparativo si presentano due possibili soluzioni tecniche, il carrozziere convenzionato sarà sempre costretto dalla compagnia a scegliere quello meno costoso. Ultimo elemento: la clausola contrattuale in polizza per limitare – nonostante le varie pronunce avverse sentenziate dalla Corte Suprema di Cassazione – l’utilizzo dell’istituto della cessione del credito, unica arma oggi a tutela dell’autoriparatore e dell’automobilista danneggiato, che di fatto e di diritto, dovrebbe liberamente scegliere l’autoriparatore di fiducia ed ottenere da quest’ultimo una riparazione a regola d’arte del bene danneggiato. Per il risarcimento del danno fisico alla persona, nel testo che dovrà essere convertito in legge entro il 21 febbraio, si stabilisce che l’infortunato “è risarcito solo a seguito di riscontro medico legale da cui risulti strumentalmente accertata l’esistenza della lesione”. Una norma precedente, firmata dal governo Monti che già aveva aperto la strada a dubbi e contestazioni alleggerendo i costi delle compagnie (-22% la stima dell’Ivass per un risparmio di 120 milioni nel 2012) in affanno per gli effetti sulle polizze del calo delle auto in circolazione, affiancava a “strumentalmente” l’avverbio “visivamente” che l’esecutivo Letta ha invece deciso di togliere di mezzo. Addio, quindi, non solo al colpo di frusta, ma anche a danni psichici come lo stress post traumatico o a ferite e lesioni non riscontrabili via Tac e radiografia.  Questo significa ammazzare per intero qualsiasi possibilità di ottenere un risarcimento per danni come per esempio il classico colpo di frusta. Quindi è una norma fatta per tagliare via tutta una serie di risarcimenti, giusti o sbagliati che siano, semplicemente per sollevare le assicurazioni. E’ rassicurante sapere che finalmente i testimoni di un sinistro, non indicati nel frettoloso e spesso incompleto rapporto della Polizia intervenuta per i rilievi, non saranno ammessi in questo modo mettendo uno stop alle testimonianze di comodo e ci regala serenità sapere che il diritto al risarcimento decadrà in caso di richiesta presentata oltre novanta giorni dal fatto e così, finalmente, le compagnie potranno archiviare il caso in modo da evitare le denunce tardive. Insomma, giustizia è fatta. Ma ci sono gli sconti per gli assicurati! Ci si chiede cosa c’entra quanto paga l’assicurato con la posizione dell’infortunato che non sempre coincidono? E poi gli sconti sono irrisori rispetto all’aumento delle polizze nell’ultimo decennio. In ogni caso il legislatore non ha bloccato i prezzi delle polizze – che non sarebbe possibile -, quindi basta aumentarli e annullare il beneficio degli sconti: non c’è alcuna garanzia su questo punto, quindi abbiamo una lesione certa dei diritti delle persone e forse degli sconticini sulle polizze ma che non si equiparano in alcun modo con quelli che sono i maggiori utili per le compagnie. Quanto ci guadagnano le assicurazioni? Difficile fare un conto preciso, ma tenendo conto che il risarcimento del colpo di frusta rappresenta tra il 60 e il 70% del risarcimento delle compagnie che quindi possono aspirare ad avere un risparmio almeno del 50% della loro esposizione complessiva sul ramo Rc Auto. Un risparmio di proporzioni enormi. Tutto all’insegna dell’incostituzionalità, ma la Corte potrebbe impiegare anni per pronunciarsi in merito. In tutto questo “teatro italico” noi tutti vorremmo capire meglio la nuova posizione assunta nel merito da Matteo Renzi, che giorno dopo giorno incarna sempre più chiaramente l’ambito ruolo a tutor dei poteri forti.

(fonte)

LA LOBBY DELLE ASSICURAZIONI HA UN NUOVO AMICO: MATTEO RENZI

LA BOZZA DEL DDL CONCORRENZA SU CUI LAVORA L’ESECUTIVO SEMBRA SCRITTA DALL’ANIA: MENO RISARCIMENTI E NORME CHE FAVORISCONO LE COMPAGNIE

Il 20 febbraio arriveranno in Consiglio dei ministri un bel po’ di leggi e decreti. Lo ha promesso martedì Matteo Renzi citando – tra gli altri – il ddl Concorrenza scritto da Federica Guidi. E qui c’è un problema. A giudicare dalla bozza in possesso del Fatto Quotidiano, infatti, al ministero dello Sviluppo hanno svuotato i cassetti di vecchie norme già respinte dal Parlamento: ci si riferisce, in particolare, a quelle in materia di Rc Auto, che al solito sembrano uscite dalla penna di un funzionario dell’Ania, la Confindustria delle assicurazioni.

Diminuire i risarcimenti: l’ossessione di un decennio

Anche nel disegno di legge di Renzi c’è una norma che Ania tenta di far approvare almeno dall’ultimo governo Berlusconi: un taglio drastico sui risarcimenti per i macrodanni (cosette permanenti come la perdita di un arto o la morte). Un breve riassunto: il Codice delle assicurazioni entrato in vigore nel 2006 delegava il governo a stilare tabelle nazionali con i valori del risarcimento entro 24 mesi (la delega scadeva a gennaio 2008). Quelle per i microdanni (da 1 a 9 punti) arrivarono quasi subito, le altre (da 10 a 100 punti) finirono disperse: a delega già morta ci provò nell’agosto 2011 l’ex Cavaliere e all’inizio del 2012 Mario Monti con un apposito Dpr su tabelle elaborate dai tecnici del ministero dello Sviluppo. Il motivo di questo improvviso risveglio è semplice: proprio nel 2011 la Cassazione aveva stabilito che le tabelle nazionali già esistono e sono quelle – compilate in maniera scientificamente impeccabile – dal Tribunale di Milano. Solo che alle assicurazioni non piacciono: con quelle si paga troppo e infatti quelle del ministero tagliano i risarcimenti fino al 50%. Ora il ddl Guidi-Renzi riprova laddove fallirono i padri e, pur di fare un favore alle assicurazioni, in tre righe tenta di resuscitare una delega al governo scaduta da sei anni.

Il colpo di frusta: quando una parola è di troppo

In principio fu Monti, ma ora Renzi supera e corregge il maestro: nessuno dovrà mai risarcire un “colpo di frustra”. È andata così. Quando inizia la crisi le assicurazioni vanno in sofferenza, poi tornano agli utili con una cura semplice: aumento dei prezzi e abbattimento dei risarcimenti. A quest’ultima parte ci ha pensato il governo tecnico, che a inizio 2012 stabilì che i danni di lieve entità vanno risarciti solo se in presenza di un “accertamento clinico strumentale obiettivo”. Che significa? I medici legali delle compagnie non riconoscono mai i piccoli danni tipo il “colpo di frusta” e all’assicurato resta l’unica scelta di fare esami assai costosi per un risarcimento che potrebbe persino non coprirli. Risultato: quel capitolo è passato dal costare alle compagnie 2,7 miliardi l’anno a poco più di uno. E che facevano, nel frattempo, i costi per gli utenti? Ovviamente aumentavano. La legge di Monti, però, lasciava ancora qualche spazio all’autonoma scelta del medico e qui arriva il ddl di Renzi: nessuno spazio alla constatazione “visiva” del danno. O fai gli esami clinici o niente soldi.

Gli avanzi di Letta: quando i renziani erano contro

Altre norme presenti nel ddl Concorrenza vengono dritte dritte da un decreto del governo di Enrico Letta: all’epoca i renziani in Parlamento (assai meno di oggi) provvidero a far stralciare quelle norme, oggi il loro capo si appresta a ripresentarle. L’impianto propagandistico è lo stesso: vi faremo risparmiare il 25%. Poi magari non sarà proprio così, intanto le assicurazioni si prendono i loro vantaggi. Le compagnie – dice il testo – devono applicare “sconti significativi” a chi ad esempio fa montare la scatola nera sulla sua auto (peccato che i costi di installazione e funzionamento siano a carico del cliente). Altro cavallo di battaglia dell’Ania presente nel nuovo testo è il cosiddetto “ risarcimento in forma specifica ” (si fa riparare la macchina da un carrozziere scelto dall’assicurazione): questo – oltre a far diventare i 15 mila carrozzieri italiani dei terzisti delle compagnie – lascia all’assicurazione la scelta sulle modalità di riparazione. Tradotto: tra due soluzioni tecniche, il carrozziere convenzionato sceglierà sempre quella meno costosa per i suoi datori di lavoro. E c’è pure lo sconto se si accetta il divieto di cessione del diritto al risarcimento: quando cioè il carrozziere ripara la macchina e poi è lui a vedersela con la compagnia (anche qui il problema è la qualità tecnica delle riparazioni e la valutazione del costo del lavoro dell’artigiano).

Un mercato inefficiente, che verrà lasciato com’è

Dalla liberalizzazione di metà anni Novanta al 2012 i sinistri sono diminuiti del 40%, mentre i costi per l’utente – dice uno studio Adusbef – aumentavano del 245% (da 391 a 1.350 euro). Risultato: il 10% del parco auto circolante non ha l’assicurazione. Secondo la stessa Ania, l’indice dei sinistri è calato dal 15% di vent’anni fa al 6,3% del 2013. Com’è possibile allora che le polizze siano sempre salite? Le truffe c’entra poco. Spiega l’Antitrust: “Il settore della Rc Auto in Italia è un mercato con debole tensione competitiva”, in cui “le inefficienze vengono trasferite sui premi, con le imprese più efficienti che preferiscono realizzare margini più elevati anziché competere”.
E infatti, laddove in Francia una quarantina di compagnie si contendono i clienti, in Italia i primi tre gruppi – Unipol/Fonsai, Allianz e Generali – si dividono oltre i 2/3 del mercato. Di questo, ovviamente, il ddl Concorrenza non si occupa.

(di Marco Palombi – Il Fatto Quotidiano 22.1.2015)