Assicurazioni, i prezzi non scendono mai. (da automoto.it)

Negli ultimi anni abbiamo assistito a diversi proclami da parte della classe politica che promettevano fantasmagorici ribassi dei prezzi delle assicurazioni. Guarda caso però l’RC Auto ancora oggi continua costare una fortuna agli Italiani, che sborsano cifre molto più alte rispetto ai loro vicini europei, proprio mentre cala il livello del traffico. Per capire il perché di questa situazioni a dir poco assurda il nostro editorialista Enrico De Vita è intervenuto a Radio 1, all’interno del programma Voci del Mattino.

Anche nel 2015 ci saranno nuovi aumenti?

«Non è affatto detto che debbano esserci ulteriori aumenti sulle assicurazioni. In realtà ci sono tutte le condizioni per apportare sconti consistenti. Anche se alcuni giornali si affannano a ripetere che ci saranno aumenti per 1 milione e mezzo di automobilisti – la  cosa rientra nella normalità. Infatti, su un totale di 37 milioni di assicurati – la cifra di 1,5 milioni rappresenta circa il 4%, pari a quella di coloro che hanno causato almeno un incidente lo scorso anno. La cifra in realtà è un po’ gonfiata perché si riferisce al totale dei sinistri denunciati che hanno comportato l’applicazione del “malus”. Teoricamente dovremmo trovare il 50% di incidenti con colpa e un’altra metà di vittime di sinistri. Ma nella pratica bisogna considerare che le compagnie, quando possono, attribuiscono il “concorso di colpa, ovvero  il 50% della responsabilità ad un automobilista e il restante 50% all’altro. Così il numero di quanti subiscono aumenti del premio è superiore alla metà dei sinistri denunciati».Il traffico è in calo da anni, ma i prezzi delle assicurazioni in Italia rimangono alle stelle

Gli aumenti per chi è rimasto coinvolto in incidenti però sembrano inevitabili…
«Il fatto che qualcuno retroceda fa parte della logica stessa del bonus-malus. Il problema semmai è un altro. Dal momento che vediamo televisioni e giornali pieni zeppi di pubblicità di compagnie assicurative, disposte a tutto pur di accaparrarsi un nuovo cliente, vuol dire che ci troviamo ancora all’interno di un mercato lucrativo».

Qualcosa è migliorato negli ultimi anni?
«In un certo senso il mercato delle assicurazioni è diventato anche concorrenziale. Il merito è stato in gran parte dall’abolizione dell’obbligo di disdetta anticipata. Oggi infatti le compagnie sono terrorizzate dall’idea di perdere parte della clientela».

Ci sono sempre casi di incidenti con veicoli non assicurati. Cosa bisogna fare in questi casi?

«Purtroppo fino ad oggi si può fare ben poco in caso di incidente con un veicolo non assicurato. Se chi non è coperto da una regolare polizza assicurativa non possiede altri beni intestati – e spesso è così – il recupero dell’eventuale danno subito diventa pressoché impossibile. E parlo anche per esperienza personale. Il dramma è che sono in molti a girare in queste condizioni, del tutto privi di RC Auto. Comprano un’auto usata per pochi soldi e circolano liberamente, contro ogni norma, sapendo che in ogni caso non potrà succedergli nulla di male anche nel caso in cui dovesse provocare un incidente».

Quest’anno arriva una grande novità per stroncare il fenomeno delle truffe. Di che si tratta?
«Da aprile di quest’anno entrerà in funzione la nuova banca dati delle assicurazioni, che permetterà ai portali del tutor, delle ZTL o agli strumenti della Polizia di rintracciare in tempo reale chi circola in maniera irregolare, quindi anche chi viaggia senza assicurazione. In questo modo si riuscirà ad arginare il fenomeno delle auto senza assicurazione, certamente in autostrada, dove c’è il tutor, meno efficacemente nell’ambito urbano».L’indenizzo diretto non ha portato i ribassi tanto sperati e in alcuni casi ha persino peggiorato la situazione

Addio alle truffe quindi?

«Il sistema di controllo non è invincibile, naturalmente. Chi circola solo in città o in zone rurali per esempio potrà continuare a viaggiare senza regolare copertura assicurativa, a suo rischio e pericolo. E poi ci sarà sicuramente chi si servirà di targhe clonate per sfuggire ai controlli. Non voglio di certo dare suggerimenti, ma purtroppo le truffe sulle targhe sono un ennesimo dramma italiano».

Si dice sempre che il mercato delle assicurazioni sia pervaso da contraddizioni che si potrebbero eliminare facilmente. Qualche esempio?

«Ci sono moltissimi controsensi nel mondo assicurativo. Con l’assicurazione per esempio noi tutti paghiamo il servizio sanitario nazionale, che si deve occupare dei feriti e delle conseguenze degli incidenti stradali. Paghiamo poi un ulteriore quota aggiuntiva sulla polizza per alimentare un fondo costituito per risarcire le vittime di incidenti provocati da ignoti. Tutto questo è anacronistico per il mercato assicurativo, se deve valere il principio dell’assicurazione obbligatoria. Come è stato anacronistico avere negli ultimi anni una cascata di leggi e leggine che avrebbero dovuto ridurre in maniera consistente i prezzi e che invece non hanno cambiato un bel niente».

Qualche esempio di novità inefficacie?

«Così l’indennizzo diretto, dove era la propria assicurazione a risarcire direttamente l’interessato, avrebbe dovuto permettere risparmi importanti agli assicurati: invece è servito soltanto a produrre delle discrasie spaventose. Il risultato è che gli incidenti più gravi vengono risarciti molto meno del danno reale, mentre chi ha commesso un sinistro di lieve entità ottiene risarcimenti molto più consistenti. Infatti, poiché in questo caso è la compagnia a risarcire direttamente il proprio assicurato e poiché l’importo è uguale per tutte le compagnie e per tutti i sinistri (calcolato su una media) i piccoli danni hanno vita facile e appagano il cliente, mentre quelli gravi incontrano difficoltà.» Bisognerebbe premiare davvero chi non denuncia sinistri così come chi non provoca incidenti

Perché il tanto sospirato calo delle tariffe sarebbe più che dovuto agli automobilisti?

«Sulle nostre strade si è verificato un vertiginoso calo del traffico. Per capirlo basta osservare quanto siano calati i consumi di carburante. In media si percorre il 30% di strada in meno all’anno rispetto solo a cinque anni fa. Di conseguenza i sinistri dovrebbero essere calati almeno del 30%, così come i danni e quindi i risarcimenti. Sarebbe lecito aspettarsi quindi una riduzione delle polizze in questa misura, invece non è cambiato nulla, anzi!»

Come si deve fare ad uscire da questa situazione di sostanziale immobilismo?

«Finché il legislatore non capisce che bisogna inserire all’interno della polizza dei meccanismi automatici che permettano di diminuire le truffe, disincentivando chi gonfia i danni o denuncia incidenti inesistenti, non potrà mai cambiare nulla».

Qualche proposta?

«Il primo meccanismo automatico che mi viene in mente è che chi non provoca incidenti va premiato, indipendentemente dal fatto che abiti a Napoli o a Bolzano. Ma se davvero vogliamo ridurre le denuncie di piccoli incidenti, le riparazioni gonfiate o il danno riparato tre volte, dobbiamo premiare con sconti consistenti chi non denuncia sinistri subiti, ovvero chi non adopera la RCauto come un comodo ammortizzatore sociale».

(fonte: automoto.it)

COMUNICATO STAMPA del 17-01-2015

In data 09/01/2015, sul Mattino è comparso il seguente articolo:Residenza in Campania, Rc auto in Abruzzo per risparmiare: indagate 51 persone”. (1)Tale articolo s’incentra sulla ahinoi conosciuta usanza ad assicurarsi altrove (in modo lecito od illecito) al fine di trovare un vantaggio economico poichè SICURAMENTE INDOTTI dall’elevato costo della copertura RCA. Ricordiamo che in Italia si “presume” che ben 4 milioni di veicoli NON SIANO ASSICURATI con percentuali altissime a Napoli e provincia, ovvero in territori ove si assomano a fenomeni di elusione assicurativa quelli di migrazione anagrafica, lecita od illecita come nel caso di prima, tanto da squilibrare completamente il rapporto mutualistico che le compagnie calcolano – però – a livello territoriale stesso e non a livello nazionale, come da Ns. critica continua (leggasigli articoli doppiaverità (2) e tariffaequa (3)).L’associazione MO BAST! ha sempre pubblicamente condannato qualsiasi comportamento illecito e dannoso della collettività, considerando, comunque, questa tipologia di fenomeni illeciti quasi conseguenza di un sistema di tariffazione nient’affatto equa e parametrica allo stato di rischio dei territori considerati.Diversa considerazione, invece, è data a tutto ciò che si possa individuare e raccontare come “truffa”, nel senso di illecito profitto sfruttando il risarcimento di danni inesistenti od alterati che siano. In tal caso ed a partire da oggi, la nostra associazione NON VUOL PIU’ RESTARE A GUARDARE e metterà in atto tutte le strategie possibili per poter arginare tale fenomeno, poco rilevante come incidenza economica ma abilmente sfruttato dalle compagnie assicurative per fare del classico “benaltrismo” allorquando  si discute di tariffe assicurative.In questi ultimissimi giorni è evidente l’eco scandalistica dell’articolo: “Truffa alle assicurazioni, indagati legali e giudici di pace: incidenti risarciti due volte e i favori all’avvocatessa sexy” (4) … Il Direttivo, gli associati e coloro che ci seguono sui social networks sono letteralmente basiti ed indignati… infatti si era letto più volte ed in più luoghi di indagini su avvocati, periti, medici, procacciatori di vario genere (si rammenta che propria a Nola circa un anno fa ci fu l’operazione “Jordanus” (5)), ma mai si parlava di un coinvolgimento dei Giudici di Pace !Se verranno confermate le ipotesi di reato anticipate nell’articolo a firma della giornalista Carmen Fusco (complimenti!) l’Associazione MO’BAST!, come annunciato dal presidente Mario De Crescenzio, si costituirà parte civile all’eventuale processo affiancata dall’avv. Gianluca Bozzelli di Napoli, attivista della nostra associazione oltre che dirigente dell’associazione “Insorgenza Civile” .E’ bene precisare, però, che si ritiene necessaria un’indagine ad ampio raggio nel mondo investigando anche nei Centri di Liquidazione Danni (ex Ispettorati) perché le cause dell’altissimo costo delle tariffe assicurative applicate al SUD non risiedono solo nelle truffe sconosciute alle assicurazioni ma anche quelle conosciute, se non consentite, dalle assicurazioni stesse in funzione di strumenti “finanziari” quali il regime di “risarcimento diretto” che ha obbligato più volte liquidatori a pagare sinistri “per opportunità”, “ a stralcio” etc. etc. (leggasi quest’articolo relativo ad un ex liquidatore di Lecce (6)) anche in presenza di evidenti anomalie segnalate dallo stesso fiduciario incaricato.Si rammenta che a dicembre del 2012 abbiamo denunciato il cartello delle compagnie assicurative (7), portando dinanzi ai PM ben 400 esposti, con cui si evidenziava il possibile reato di “aggiotaggio” da parte delle compagnie assicurative in quanto non trovavano alcun riscontro nelle cifre ufficiali le differenze tariffarie, giustificate, ripeto, con l’elevato numero di “frodi” ipotizzate ma non accertate. Napoli, 17/01/2015

Scarica qui il PDF ComunicatoStampa20150117 (245)

#tariffaunica ??? E’ già Legge ma è disattesa dal MISE.

Cari mobastiani, 
il ns. compito è di informarVi il più possibile  su ciò che avviene nel mondo RCAuto.

Ciò che sta accedendo a Napoli, in un area politica abbastanza ampia, è che PRIMA delle elezioni alcune forze politiche si sono adoprate a favore di noi cittadini per “risolvere” il problema RCAuto…
Il #M5S, con il Sen. Sergio Puglia cittadino portavoce al Senato, ci ha consentito di inserire alcuni Ns. emendamenti nel Disegno di Legge che sarà poi discusso sulla piattaforma del Movimento… In tale occasione abbiamo più volte evidenziato allo stesso ed ai presenti che la #tariffaunica NON E’ PERSEGUIBILE in virtù della consolidata Giurisprudenza della Corte di Giustizia Europea, che al paragrafo 91 testualmente riporta: “In particolare, è pacifico che l’obbligo di contrarre non impedisca alle imprese di assicurazioni di calcolare una tariffa più elevata per un contraente residente in una zona caratterizzata da un numero rilevante di sinistri rispetto ad un contraente residente in una zona a rischio meno elevato.”

Prima del sen. Puglia, già l’On. Impegno (PD) aveva ipotizzato l’applicazione della #tariffaunica… ed anche costui è stato avvisato della situazione in ambito Europeo… ricordandogli, tra l’altro, che la tariffa unica già esiste ed è anche Legge dello Stato.
Ancor prima, nel Marzo 2013, era stato l’On. Paolo Russo ad riparlare di #tariffaunica emendando l'”emendamento Pontone”, che ribadiamo è Legge dello Stato, pubblicata in Gazzetta Ufficiale.
Discorso simile vale anche per IL COMUNE DI NAPOLI, in quanto dossier RCAuto (http://www.comune.napoli.it/rca) loro stessi parlano della esistente Legge 27/2012 art. 32, comma 3-quinquies c.d. “emendamento Pontone” ed evidenziano come sia stata praticamente bloccata dal Ministero dell’Industria e dello Sviluppo Economico (MISE) con una lettera del 18/04/2012 e rielaborata dall’ISVAP (ora IVASS) il giorno successivo, spiegata anche in un COMUNICATO STAMPA a firma di De Vincenti.

Allora, chiediamo noi di MOBAST, perché mettere in atto una iniziativa già bocciata in Italia in funzione di una norma (e sentenza) Europea ?

Portare avanti un progetto già percorso da altri in vari momenti storici e presso varie istituzioni, nazionali ed europee, e già bocciato… NON E’ UNA MERA PERDITA DI TEMPO ??

A nostro avviso, in attesa di una riconquista della SOVRANITA’ dello Stato Italiano in sede Europea e della eventuale riscrittura della Legge Italiana in ambito assicurativo, sarebbe il caso di perseguire un obiettivo più reale, più vicino ad una propositiva fattibilità…

Noi chiediamo una #tariffaequa basata sul CALCOLO DEL RISCHIO che, nel nostro caso come dichiarato anche dall’AGCM nella IC42, ci vede alla pari di Milano che però paga una tariffa del 50% in meno…

Tutto qui… sembra semplice… addirittura ovvio… ma non è così !!

Abbiamo studiato molto e già percorso la “via europea” tanto da capire definitivamente che le compagnie assicurative – forti della piena libertà tariffaria concessa loro dall’Europa – hanno messo in atto un’esplicito FEDERALISMO ASSICURATIVO penalizzando de facto i cittadini di tante aree del SUD (ed alcune del CENTRO)…
Tale penalizzazione nasce dalla mancata applicazione del concetto di#mutualita a livello nazionale, malgrado la licenza ad operare sia per l’appunto nazionale….

E’ così difficile capirlo e porvi rimedio ??? Lavoriamo su quest’aspetto e risolviamo la sperequazione tariffaria, come anche consigliato a noi di MOBAST! ci in sede europea il 12/07/2012 dal dott. Mario Nava…

Vi prego, cari politici, non consentite a forze molto vicine all’ANIA ed alla ricerca della sola visibilità mediatica di prendere in giro i cittadini vostri elettori.
MOBAST!

#tariffaunica ? Impossibile dice la Corte di Giustizia Europea. Parliamo allora di #tariffaequa e #mutualita’. #doppiaverita

L’associazione MOBAST!, nel valutare l’operato delle compagnie assicuratrici, ha ben presente cosa siano e per quale motivo siano nate: sono INDUSTRIE del RISCHIO che, grazie al principio di MUTUALITA’, ripartiscono il rischio contratto da ogni singolo cliente spalmandolo sul maggior numero di assicurati al fine di danneggiare il meno possibile la clientela tutta.

E’ bene premettere, prima di andare avanti, che la Corte di Giustizia Europea si è pronunciata in merito alle differenze tariffarie su base geografica con la sentenza relativa alla Causa C-518/06 indicando, al paragrafo 91, testualmente: “In particolare, è pacifico che l’obbligo di contrarre non impedisca alle imprese di assicurazioni di calcolare una tariffa più elevata per un contraente residente in una zona caratterizzata da un numero rilevante di sinistri rispetto ad un contraente residente in una zona a rischio meno elevato.”

E’ da precisare che il richiamato testo parla in prima analisi di numero (rilevante) di sinistri per poi parlare di rischio, in modo generalizzato. Il rischio è un concetto fin troppo astratto per poterlo definire in modo certo ma, dal punto di vista assicurativo, il rischio è da sempre definito dalla somma di due fattori: numero di sinistri in un determinato lasso di tempo (frequenza) e costo totale dei sinistri diviso il numero degli stessi (costo medio). Tutto ciò che esula da questi due parametri nel calcolo del rischio sono fattori aggiuntivi (detti “caricamenti”) a volte inseriti per motivi “commerciali” altre per motivi “strategici”. Tale nostra spiegazione trova addirittura pieno riscontro con quanto dichiarato da Vittorio Verdone in una intervista al settimanale Golem quando riferendosi alle differenze tariffarie in ambito provinciale dice: “[…] Non 95 tariffe, tuttavia, ma differenze connesse con il premio “puro”, vale a dire il costo medio dei sinistri per la frequenza sinistri delle varie zone. […]

A questo punto e’ altrettanto utile precisare che il richiamato concetto di MUTUALITÀ è sempre stato utilizzato dalle stesse compagnie per contestare le iniziative che avevano per oggetto la proposta di tariffe uniformi da applicare sul territorio nazionale, come per esempio nel caso dell’iniziativa ultima del Comune di Napoli che ha proposto la tariffa unica nazionale per i virtuosi. E’ emblematico quanto dichiarato dall’ANIA: “La proposta […] e’ anche tecnicamente insostenibile: stabilire infatti a favore degli assicurati che non hanno causato sinistri negli ultimi cinque anni un prezzo unico per tutto il territorio e parametrato al livello di tariffa più basso farebbe saltare il meccanismo mutualistico su cui si fonda l’assicurazione. Infatti gli assicurati che avessero causato anche un solo sinistro nei cinque anni sarebbero costretti a pagare premi insostenibili, vicini al costo del danno provocato. Per evitare questa assurda conseguenza, le compagnie per coprire il disavanzo che si realizzerebbe a causa della soluzione proposta sarebbero costrette a stabilire una tariffa unica più elevata colpendo con aumenti ingiusti e rilevanti le comunità di automobilisti più virtuose”.

Quindi, anche secondo l’ANIA (Associazione Nazionale delle Imprese Assicurative), la ripartizione del rischio é essenziale per affermare il concetto di MUTUALITÀ affinché si possa tutelare chi si rende responsabile di un sinistro evitandogli di pagare un premio dai costi insostenibili (come se quelli pagati dagli assicurati Campani, in particolare Napoletani e Casertani, non lo fossero gia! ).

Analogo concetto viene espresso dal Dott. Nava, responsabile Direttorato Finanziario H della Direzione Generale Mercato Interno UE. Questi, nella audizione del 12/07/2012 dichiarava che la differenziazione tariffaria su base geografica deve essere giustificata da una chiara differenza statistica sui sinistri legati alle varie zone, acclarando che laddove ci siano tariffe più elevate queste devono essere conseguenza di una maggiore sinistrosità rilevata in quegli stessi territori. Riportiamo pedissequamente il testo della risposta del dott. Nava, dal minuto 22:45: […] Quello che è anormale – ed è questo il punto su cui insistono e credo questo un punto su cui si possa lavorare – è che questa differente sinistrosità non sia dimostrata nè nella sua esistenza e neanche che la differenziazione […]. Perchè se la sinistrosità è doppia […] allora la premialità potrebbe essere doppia. Questo secondo me il punto su cui lavorare. […]”

Quindi la Commissione Mercato Interno mette in evidenza che la differenziazione tariffaria geografica ha un senso quando si valuta il rischio  “puro” ( frequenza e costo medio sinistri )

Ebbene, come evidenziato nell’IC42 dell’AGCM (Antitrust, pagg 101-106), due città simili quanto a urbanizzazione e densità abitativa, come Napoli e Milano, presentano dati relativi a frequenza e costo medio sostanzialmente uguali mentre le differenze tariffarie tra le due città sono notevolmente diverse a sfavore di Napoli.

La stessa ANTITRUST per darsi una spiegazione di cio’ – e NON PER GIUSTIFICARE quanto sopra come erroneamente afferma il Commissario Almunja nella lettera di risposta alla Commissione Petizioni smentendo il Dott. Nava – chiama in causa variabili aggiuntive (paragrafi 214-215) tra cui  “la numerosità e la tipologia dei gruppi assicurativi che operano in ciascuna provincia e la dimensione della provincia stessa” (definiti poi come concorrenti attivi) ovvero gli assicurati, spiegando che le compagnie applicano tariffe diverse tra Napoli e Milano poichè spalmano il rischio territoriale sul numero di assicurati presenti nei rispettivi territori., compartimentando gli stessi e applicando di fatto un FEDERALISMO ASSICURATIVO che è in antitesi con il concetto di MUTUALITA’.

A proposito di ciò è bene ricordare che le compagnie assicurative operano in base ad una autorizzazione rilasciata su base NAZIONALE, per cui il concetto di MUTUALITÀ deve essere applicato indifferentemente su tutto il territorio nazionale, cosa che di fatto le compagnie non fanno malgrado lo richiamino affinché non venga alterato lo status quo.

In conclusione il concetto di MUTUALITA’ – pur essendo strumentalizzato dalle compagnie assicurative quando sposa tesi pro domo loro – di fatto viene totalmente disatteso dalle stesse e del resto tale materia non dovrebbe essere da loro applicata discrezionalmente ma demandata al controllo dello stato (o delle authority competenti) nell’ambito dell’applicazione di una Legge  tra l’altro obbligatoria per i cittadini.

La MUTUALITÀ nasce per proteggere TUTTI gli assicurati, non per avvantaggiare solo quelli residenti nella parte economicamente più ricca e maggiormente propensa a stipulare polizze aggiuntive su rami più remunerativi e meno rischiosi per le compagnie assicuratrici.

Per rincarare la dose, relativamente alla scorrettezza delle compagnie nell’operare secondo criteri da utilizzare a seconda dei loro interessi, vanno fatti notare alcuni fenomeni  che inducono a sospettare ( noi ne siamo più che convinti ) una vera e propria strategia da parte delle imprese assicuratrici nel voler penalizzare i territori meno ricettivi rispetto alle forme piu’ remunerative di copertura assicurativa:

  1. la desertificazione attuata dalle Imprese Assicuratrici delle strutture facenti capo alle stesse quali Agenzie, Uffici Sinistri/Centri Liquidazione e uffici Dirigenti nei suddetti territori. A tal proposito si segnala come talune compagnie non abbiano addirittura alcuna agenzia al di sotto del Garigliano, aspetto che rende evidente il disinteresse da parte delle imprese al contrasto dei fenomeni fraudolenti laddove, millantandola, ne denunciano la maggiore quantità;
  2. l’aumento decennale del divario tariffario tra Centro/Nord e Sud con il quale le imprese assicuratici hanno alimentato una vera e propria “emigrazione assicurativa” ovvero l’intestazione di veicoli ( moto e auto ) a parenti e amici residenti al Centro Nord al fine di pagare tariffe più basse;
  3. la maggiore incidenza dell’evasione assicurativa, ovvero il preoccupante fenomeno – per le gravi conseguenze di rischio sociale – derivante dalla circolazione di veicoli senza la RCA obbligatoria ex lege;
  4. il fenomeno della autoliquidazione dei micro sinistri – per non vedersi aumentato a dismisura il premio l’anno successivo – ovvero la definizione diretta del danno tra due automobilisti senza il ricorso alla copertura assicurativa la qual cosa si trasforma in una franchigia non contrattualizzata, a tutto vantaggio dei bilanci delle compagnie assicuratrici.

Ecco i motivi per cui noi di MO BAST! denunciamo la #doppiaverita, dopo aver abbandonato l’idea di #tariffaunica.

La #cartadibologna traccia la mappa dei diritti.

( si partiva da qui )
Roma 9 aprile 2014, Montecitorio:Auletta dei Gruppi Parlamentari.

Una fila controllata di partecipanti entusiasti. Già partecipanti perché tutti i presenti sono la sintesi letterale della “partecipazione”. Un progetto che viene da lontano, nessun corporativismo, nessun interesse lobbistico, solo e soltanto una folla caratterizzata da entusiasmo, voglia di fare, preparazione, senso di responsabilità, dignità, correttezza ed instancabile partecipazione”. La carta di Bologna ha sancito il picco di un percorso. Bologna ha contribuito a maturare gli animi, a fortificarli ed ha cementato l’unione di entità apparentemente differenti. La vera caratteristica comune di chi si è mobilitato è il prescindere dai personalismi attestando con forza che è interesse di tutti riequilibrare una normativa sperequata che viola i diritti di tutti. Ancora una volta e questa volta con tutta la responsabilità che il momento recava gli organizzatori hanno dimostrato l’assoluta valenza di questa battaglia. Una battaglia che vanta sempre maggiori adesioni e che si dirige verso risultati di notevole peso. E’ stata una giornata dedicata alla presentazione di una proposta di legge, è stata la giornata di un documento che rappresenta la possibilità concreta, per noi italiani, di dotarci di una normativa di grande equilibrio. La presentazione della proposta ha avuto il suo incipit nelle parole del dott. Stefano Mannacio, Presidente C.U.P.S.I.T., che ha ripercorso la cronistoria di questa proposta di legge. Libertà di scelta, libertà nelle valutazioni, ma soprattutto tutela delle vittime della strada e dei loro congiunti sono le istanze presenti nella proposta di legge. Un sistema che rappresenta semplicemente il frutto di ricerca giuridica, di principi sanciti dalla stessa giurisprudenza senza favorire alcun protagonismo. A moderare gli interventi Tommaso Caravani (Car Carrozzeria) che ha dato poi la parola ala prof.ssa Giuseppa Mastroierni Cassaniti, Presidente di AIFVS, che ha sottolineato come la Carta di Bologna abbia unito realtà diverse decise a combattere lo strapotere delle lobby assicurative.”E’ importante difendere la libertà di scelta, ha proseguito, e su questo tema così importante mi aspetto un intervento dal Presidente del Consiglio Renzi, visto che proprio lui nel primo discorso teso ad ottenere la fiducia, ha portato ad esempio le difficoltà nell’assistere e nel tutelare i familiari di una giovane vittima della strada. Bene l’indicazione necessaria è quella di far entrare la vita nella giustizia. La risposta deve costituire un serio deterrente, pene certe possono responsabilizzare”. Subito dopo la parola è passata a Davide Galli, Presidente Federcarrozzieri, per il quale lo stralcio dell’art.8 ha evidenziato l’enorme valenza dell’unione degli aderenti alla mobilitazione. “Una buona legge ci consentirebbe di lavorare in condizioni migliori ed in un libero mercato. In particolare la cessione del credito rappresenta uno strumento largamente diffuso ed utilizzato sottrarlo unicamente ai carrozzieri creerebbe gravissimo pregiudizio all’intera categoria. Decidere dall’alto i costi delle riparazioni incide sulla qualità delle riparazioni, qualità che, al contrario, dovrebbe essere sancita e tutelata dalla legge”. Presenti diversi parlamentari, tra cui alcuni impegnati sin dall’11 gennaio a Bologna. Tra i primi l’On. Marco Di Stefano (PD):”Bologna è stato il principio di un impegno che prosegue.” Di Stefano ha ribadito la necessità di preservare la cessione del credito e la volontà di portare avanti i punti presenti nella proposta di legge così come evidenziate dalla stessa AIFVS. A seguire l’On. Paolo Russo (FI) che ha speso parole di ammirazione per le forme utilizzate dalla mobilitazione capace di portare avanti istanze legittime con forza e garbo. L’On. Andrea Colletti (M5S) ha evidenziato alcuni dei punti imprescindibili della proposta di legge:”Grande attenzione per il tema del danno alla persona. Riforma di IVASS ed Antitrust con nomine caratterizzate da regole precise come ad esempio il divieto di nominare chi ha già ricoperto ruoli dirigenziali all’interno di compagnie assicurative. Ingenti multe in caso di trasgressione. Altra nota dolente il risarcimento diretto che ha rappresentato un vero fallimento. Va ripensato perché così com’è formulato favorisce unicamente le truffe. ”L’avv. Massimo Perrini, (Responsabile scientifico UNARCA), auspicando un cambiamento di passo, ha ripercorso le tappe che hanno portato alla fase attuale . “L’incontro di oggi segna il passaggio dalla protesta alla proposta”. Ha proseguito il dott. Furio Truzzi, (ASSOUTENTI) :”oggi contiamo ulteriori adesioni. Siamo sempre più numerosi e compatti nell’affermare la inderogabilità di una legge che preveda terzietà, più diritti, maggiore concorrenza, spending review anche per le assicurazioni. Siamo ad una svolta epocale.” Il dott. Raffaele Zinno (segretario SISMLA) nel ribadire la assoluta indefettibilità della indipendenza nelle valutazioni da parte dei medici legali ha inoltre sostenuto che la proposta presentata è:”Un progetto che andrà lontano perché ha radici forti.” Ancora un parlamentare è intervenuto per assicurare il proprio impegno, l’On. Giovanna Palma (PD) che ha mostrato grande apprezzamento per le modalità con cui viene portata avanti una battaglia necessaria. E’ stata poi la volta dell’ avv. Settimio Catalisano, (Coordinatore Commissione Responsabilità Civile O.U.A), che si è dichiarato entusiasta dell’incontro e felice di partecipare ad una lotta incentrata sulla tutela dei cittadini che da tempo assistono alla diminuzioni di diritti e garanzie. L’On. Leonardo Impegno (PD) ha affermato che l’obiettivo deve essere:”Rompere l’oligopolio ed abbassare i premi. Il Governo deve rispondere sul tema delle frodi. Bisogna attaccare quella zona grigia che è la vera problematica da combattere. Altro impegno è quello di creare un sistema atto a premiare gli assicurati virtuosi.” Mario De Crescenzio, Presidente Mobast: ”L’Ivass, di fatto, non esercita una reale azione sanzionatoria, assistiamo a violazioni reiterate che solo una tantum sanzionano con costi che le assicurazioni finiscono con l’inserire come voci di bilancio che poi ricadono ulteriormente sugli assicurati.”Sono necessarie nomine che garantiscano la terzietà. E’ poi giunto il momento di eliminare definitivamente la sperequazione delle tariffe tra nord e sud”. Ha invocato compattezza anche l’avv. Giuseppe Mazzucchiello (Presidente Associazione Valore Uomo) mentre l’avv. Marco Bona, (PEOPIL):”L’Italia è il paese dove il risarcimento del danno materiale viene meno risarcito. Se non fosse partita la mobilitazione dove saremmo oggi?Governo di segno diverso hanno apportate modifiche sistematicamente peggiorative. “L’On. Altero Matteoli (FI) ha spiegato come il disegno di legge presentato subito dopo lo stralcio appare come uno scambio di piacere fra poteri. “Questo disegno di legge sarà certamente accantonato ed in ogni caso soggetto ad ostruzionismo perché è necessario riformare abbassando le tariffe, istituendo un’agenzia antitruffa che è cosa ben diversa da un’autority perché caratterizzata da una struttura ben più snella”. Ivano Venazzano (Consorzio Fra Carrozzieri di Genova) :”La svolta è necessaria per tornare ai principi base del diritto . Abbiamo il frodato che guadagna più del frodatore un paradosso tutto italiano.” L’avv. Francesco D’Agata (Portavoce Sportello dei diritti) ha ricordato come la sua associazione nasca proprio da un liquidatore che ha denunciato molto tempo fa quelle che sono le truffe assicurative che oggi tutti conosciamo ma che all’epoca rimasero ferme sulle scrivanie di chi avrebbe dovuto intervenire. L’On. Cosimo Ferri (Sottosegretario – Ministero Giustizia)“Grazie alla Vostra mobilitazione si sono fatti passi importanti ora, sulla scia delle pronunce emesse dalla Corte di Giustizia Europea è necessario rispettare il diritto alla concorrenza. “Con la proiezione di un video proposto da SICURATO, Claudio Cangialosi, ha mostrato le conseguenze di una riparazione non eseguita a regola d’arte. Il dott. Gianpaolo Bizzarri (Portavoce consorzi carrozzieri toscani) ha confermato che la tutela del danneggiato riguarda diversi aspetti e conseguentemente la sicurezza di tutti. La richiesta è quella del rispetto e della valorizzazione della qualità del lavoro per il dott. Enrico Pedoja (segretario SMLT) ha evidenziato come gli emendamenti previsti in precedenza costituissero la negazione della dignità professionale dei medici fiduciari. I numerosi consorzi aderenti sono stati elencati dalla dott.ssa Annamaria Gandolfi (Inretecar), che ha così riconfermato l’importanza dell’unione e della compattezza per tutelare i diritti di tutte le entità coinvolte. Roberto Marino (PERITIAUTO) si è soffermato sulla valenza della terzietà dei periti. Un intervento che ha ribadito ulteriormente come il ruolo dei periti, incaricati di valutazioni che devono essere libere ed autonome, così da tutelare insieme la sicurezza dei consumatori insieme al rispetto di una categoria professionale altrimenti svilita.

Stefano Mannacio, in conclusione ha salutato tutti ricordando che: ”I lavori proseguiranno”.

I punti della Carta di Bologna sono ora una proposta di legge, una proposta di grande civiltà giuridica sul modello della legge francese denominata Loi Hamon. Una proposta di legge, quella appena presentata, tesa a scardinare l’attuale scenario del mercato assicurativo. Un mercato attualmente privo di concorrenza, con una situazione di oligopolio dove tre grandi gruppi assicurativi si dividono quasi il 70% del mercato RC Auto, cercando di massimizzare i propri profitti. Uno scenario che stride fortemente con il record di utili che le imprese assicuratrici conseguono nel ramo RC Auto e che evidenzia ancor di più la crisi dei diciassette mila artigiani carrozzieri. Il pericolo ulteriore nasce dai tentativi dicolpire le vittime della strada riducendo i valori dei risarcimenti per le lesioni gravi e gravissime, riducendo, di conseguenza, il valore che il legislatore assegna alla vita umana. Queste minacce possono essere scongiurate dai punti elencati a Bologna ed ora contenuti nella proposta, che qui riportiamo:

1. Portabilità delle polizze (Loi Hamon )

2. Riduzione tasso concentrazione sul mercato delle compagnie assicuratrici

3. Reale indipendenza di Ivass e Antitrust

4. Rottamazione risarcimento diretto

5. Libertà di scelta del riparatore (Loi Hamon )

6. Libera circolazione dei diritti di credito

7. Tutela delle Vittime con integrali risarcimenti

8. Libertà di scelta nelle cure

9. Libertà di valutazione del medico legale

10. Pene certe per i pirati della strada

11. Attenzione alla sicurezza attiva e passiva

12. Agenzia antifrode in campo assicurativo

13. Terzietà nella valutazione del danno

Una giornata significativa in luogo prestigioso che ha fatto da scenario ad una completa illustrazione di tutte le importanti misure contenute nella proposta di legge presentata.

La dimostrazione che una democrazia partecipata è possibile e che la partecipazione avvicina davvero alla libertà in barba agli immobili ed improduttivi disfattisti.

di Elena Bove

Per maggiori informazioni www.mobilitazionedecretorcauto.it

PIU’ CONCORRENZA, PIU’ DIRITTI….verso una Riforma della RCAuto. Roma 9 Aprile 2014

… ebbene sì, la Ns. Associazione prenderà parte attiva al processo di rinnovamento della RCAuto iniziato a Bologna l’11 Gennaio 2014 in risposta alle manovre del governo Letta, insite nell’art. 8 del decreto denominato “Destinazione Italia”.
Le ns. proposte – che MAI avremmo proposto se non nell’ambito di “consigli” ai politici campani – andranno a far parte del “pacchetto propositivo” che sfocerà in una proposta di legge (PDL) che potrà essere firmata da tutti i Parlamentari presenti e non.

Nel merito ci pregiamo di accompagnare a tale evento, organizzato presso la “Aula dei Gruppi Parlamentari” (qui il video) i seguenti parlamentari campani:

On. Paolo Russo (FI), che  – sin dal primo insediamento della XVII legislatura – ha presentato un DDL volto a favorire i virtuosi  proponendo la equiparazione dei premi assicurativi in tutta Italia, obbligando de facto le assicurazioni ad una maggiore concorrenza (e quindi maggiore efficienza); ci ha accompagnati anche a Bologna (andando inoltre ai convegni di Genova e Torino) credendo fortemente nell’impegno assunto nei confronti dei cittadini campani;

Sen. Sergio Puglia (M5S), “amico” di MOBAST! sin dal primo istante, nel momento stesso in cui manifestò la propria volontà di candidarsi al Senato, promise che avrebbe fatto propria la lotta di MOBAST! Negli ultimi DUE mesi sta lanciando una petizione al Senato della Repubblica (qui l’articolo su helpconsumatori.it) che ricalca di molto quella lanciata dal Movimento MOBAST (da cui deriviamo) e che ha portato in Europa ben 90.000 firme;

On. Leonardo Impegno (PD), il più inaspettato malgrado il suo recente impegno “emendativo” dell’art. 8 di cui prima. Inaspettato in quanto l’On. Impegno si è più volte professato contro la “cessione del credito” (della qual cosa potrà dare spiegazioni in occasione del dibattito tra parlamentari) ma si è fortemente impegnato per una tariffa equa, specie per i virtuosi, e per la ricerca di una maggiore concorrenza del mercato assicurativo. Questo il Suo ultimo intervento parlamentare in merito.

Qui la BROCHURE mentre ed inoltre Vi invito a visionare il sito della mobilitazione iniziale di Gennaio 2014.

Noi ci saremo e aggiorneremo quest’articolo con il discorso che il presidente Mario De Crescenzio porterà all’aula.

#RCAuto – iL MOTIVO della differenza tariffaria – #DOPPIAVERITA

‪#‎RCAuto‬ ‪#‎Assicurazioni‬ ‪#‎doppiaverita‬ ‪#‎federalismoassicurativo‬

Dopo tanto pensare ed analizzare finalmente posso esprimere CHIARAMENTE il mio pensiero su una battaglia che seguo da oltre DUE ANNI.

L’ho battezzata #doppiaverita in quanto il comportamento delle compagnie è VERO, ovvero basato sui dati, così come la Ns. battaglia è altrettanto VERA, basata anch’essa suigli stessi dati !

La doppiaverità consiste nella corretta lettura dei dati.

Noi di MOBAST, nel valutare l’operato delle compagnie di assicurazioni, teniamo ben presente cosa siano e per quale motivo siano nate… Sono INDUSTRIE del RISCHIO che, grazie al principio di MUTUALITA’, riescono a “spalmare” il RISCHIO stesso, contratto dal cliente, sul maggior numero di assicurati al fine di danneggiare il meno possibile la clientela tutta… per certi versi una specie di SOCIALDEMOCRAZIA, diciamo il IV stadio del comunismo anelato dal Marx (perdonate la citazione arrugginita e figlia di lontani studi)…

Di contro le compagnie assicurative oggi si vedono come player del mondo FINANZIARIO, sono delle SpA e poco hanno a che vedere con il concetto di MUTUALITA’… per motivi puramente commerciali, tendenti ad acquisire clientela in rami molto più remunerativi di quelli RCAuto (non oggi!), nel tempo hanno variato il metodo di calcolo delle TARIFFE, togliendo al calcolo “geolocalizzato del rischio” (ritenuto lecito dalla UE con sentenza del 2009 relativa alla causa 518/06) anche il fattore mutualistico, NON spalmando il costo del rischio sull’intero territorio nazionale (ove sono obbligati ad operare vista la licenza Nazionale) ma recintandolo nello stesso territorio ove veniva calcolato il rischio…

Hanno, cioè, applicato senza alcun intervento regolatore dello STATO, un vero e proprio FEDERALISMO ASSICURATIVO che vede nella AUTOSOSTENIBILITA’ del territorio un MANTRA da rispettare anche a costi di impoverire interi territori e tessuti economici… Di contro, da quegli stessi territori, hanno tolto gli UNICI RICETTORI dei flussi economici generati, chiudendo agenzie e spostando i centri di liquidazione presso call center situati in ogni dove grazie all’applicazione del RISARCIMENTO DIRETTO, altra enorme causa della conversione da INDUSTRIA DEL RISCHIO a soggetto finanziario… (qui una mia riflessione in tal senso )

SINTETIZZANDO (con riferimenti)

Le compagnie assicurative NON SOLO (lecitamente) diversificano il rischio ma contingentano il territorio valutando il DIVERSO APPORTO economico (numero ed importo di assicurati) relativo al territorio valutato. #federalismoassicurativo

Da questa FORZATURA palesemente discriminatoria ed eticamente immorale (e forse illegale, visto che la licenza è su base NAZIONALE) nascono DIFFERENZE come quella tra NAPOLI e MILANO, come anche indicato un anno fa dall’AGCM nella relazione IC42, passata sotto silenzio dei media.

Difatti Vi invito ad ascoltare cosa ci rispose il Dott. Nava il 12/07/2012 (secondo accesso a Bruxelles ) ed inoltre la mail che ci inviò successivamente. Da tale mail estrapolammo i riferimenti relativi alla Causa 518/06 che, studiata, conferma che la direttiva 46/92/CE consente la diversificazione territoriale relativamente al RISCHIO ASSICURATIVO.

Il rischio, però, è da sempre valutato con le analisi della frequenza e costo medio sinistri. Mai si parla di suddivisione “CONTABILE” ovvero dei “CONCORRENTI ATTIVI” alias il numero di assicurati in un territorio. La divisione “CONTABILE” è – nei fatti – la completa NEGAZIONE del principio di MUTUALITA’, principio cardine del mondo assicurativo… a nostro sommesso avviso tale principio DEVE seguire i confini della LICENZA di ESERCIZIO che, al momento, è su base NAZIONALE.

Attendo in tal senso commenti, ben apprezzati quelli TECNICI.
Roberto Barbarino, dirigente MO BAST!

Sulle discriminazioni basta sceneggiate a favore delle lobbies.

Nelle ultime settimane abbiamo assistito alla querelle relativa all’ approvazione del decreto Destinazione Italia ( solo il nome e’ tutto un programma ) relativamente alle norme che riguardano il comparto RCA.
Una pattuglia, molto esigua a dire il vero, di deputati Campani ha cercato di inserire tra le pieghe del decreto una norma che, se approvata, determinerebbe finalmente la fine di quella che e’ una delle tante forme di discriminazione che tanti cittadini Campani, ma non solo basti pensare che anche citta’ del Sud come Taranto Foggia Cosenza e tante altre ne soffrono, sono costretti a subire.
Premesso che siamo tutti d’ accordo nel pensare che il ritorno al modello di determinazione delle tariffe vigente fino ai primi anni 90, ovvero la determinazione da parte del CIPE di tariffe valide su tutto il territorio nazionale sarebbe panacea di tutti i mali, ma va detto con altrettanta chiarezza che tale scenario e’ irrealizzabile dal momento che tra le tante sovranita’ cedute agli organismi europei c’e’ anche quella che decide in materia di liberalizzazioni nel comparto assicurativo.
E’ opportuno spiegare che la direttiva comunitaria 92/49 CEE impone agli stati membri di non interferire nelle dinamiche di mercato che determinano le tariffe, ed in tal senso ci sono state anche delle sentenze della Corte di Giustizia Europea che hanno espressamente dichiarato la possibilita’ da parte delle compagnie assicurative, di differenziare le tariffe in base ai diversi rischi presenti nelle varie zone prese in considerazione dalle stesse.
(ciò è stato anche pubblicamente scritto il giorno in cui siamo andati per la 3^ volta a Bruxelles, leggi qui, NDR)
Inoltre giova ricordare che la tariffa unica e’ GIA’ LEGGE, nel senso che e’ stata approvata e pubblicata su G.U. nell’ ormai lontano 2012, ma non viene applicata a causa di un’ interpretazione del MISE ( Ministero dello Sviluppo Economico ) che si richiamava appunto alla normativa comunitaria per giustificare tale mancata applicazione.
Allora non una, ma due domande nascono spontanee:
1 ) Cosa ha spinto l’ esigua pattuglia di parlamentari campani a richiedere per l’ ennesima volta l’ approvazione di una norma allo stato dei fatti inapplicabile?
2) quindi non c’e’ modo di risolvere il problema legato alla, diciamola tutta, odiosa estorsione perpetrata dalle compagnie nei confronti dei cittadini Meridionali?
Alla prima domanda si puo’ rispondere solo in un modo: o i parlamentari che hanno richiesto la tariffa unica sono IGNORANTI nel senso che ignorano il contesto normativo all’ interno del quale gli stati membri si possono muovere per regolare le norme relative al settore assicurativo, oppure, pur essendone a conoscenza, hanno sfruttato l’ importanza e la delicatezza dell’ argomento in un momento di forte esposizione mediatica causa la discussione del decreto, per fare una vergognosa passerella in qualita’ di finti paladini degli interessi dei cittadini ben sapendo che non si sarebbe arrivati a nulla.
Alla seconda domanda invece rispondiamo che la normativa, che ci puo’ sembrare ingiusta per quanto sopra riportato, in realta’ stabilisce tutta una serie di principi che se applicati in questo finto paese, risolverebbe il problema della discriminazione in un attimo.
La normativa difatti stabilisce che le tariffe devono essere applicate in assoluto regime di trasparenza e chiarezza e che pertanto le differenze tariffarie da regione a regione, o da provincia a provincia devono avere una chiara giustificazione statistica, senza la quale CADE OGNI TIPO DI DIFFERENZIAZIONE che qualora esiste, come nel nostro caso, diventa DISCRIMINAZIONE.
E allora come non ricordare quanto dice l’ ANTITRUST nella IC 42 pubblicata nel 2013, nella quale, oltre a certificare la mancanza di contrasto alle frodi da parte delle compagnie che “ preferiscono scaricare i costi delle frodi sulle tariffe degli assicurati onesti “, certifica che citta’ piu’ o meno simili quanto a popolazione e densita’ abitativa come Milano e Napoli si ritrovino sulle stesse posizioni quanto a numero di sinistri e costo medio degli stessi, ma Napoli costa in media il 60% in piu’ di Milano. Oppure giova anche ricordare che sono ormai anni che sempre Milano e Napoli, secondo l’ IVASS, hanno pochissimi punti percentuali di differenza tra importo dei premi pagati e costo dei sinistri erogati e che in virtu’ di cio’ le differenze di tariffe tra queste 2 citta’ dovrebbero limitarsi a detti pochi punti percentuali.
Alla luce di cio’ sarebbe opportuno che i parlamentari che ci (dovrebbero) rappresentare anziche’ adottare atteggiamenti donchisciotteschi, nel prendere a cuore un argomento molto delicato per i cittadini, lo facciano con professionalita’ e approfondimento della materia , magari interfacciandosi con associazioni come MOBAST! che si occupano da anni con competenza del problema, altrimenti viene il sospetto che sia stata solo l’ ennesima sceneggiata per favorire le lobbies.

Mario De Crescenzio

(sull’argomento leggete anche la #doppiaverita)

MOBAST! incontra il Comune di Napoli. THINK TANK in progress.

Si è tenuto, a Palazzo San Giacomo un tavolo di lavoro con l’associazione MO BAST! (www.mobast.org) per fare il punto sulle azioni da mettere in campo per il contrasto al caro Rc Auto nella città di Napoli. Per il Comune di Napoli era presente Enrico Panini, assessore al Lavoro e alle Attività Produttive con delega alla Tutela dei Consumatori. “Com’è noto, la città di Napoli registra le tariffe Rc Auto più alte d’Italia e probabilmente d’Europa. Nel corso dell’incontro è emersa una distorsione del mercato che produce tariffe sproporzionate e altamente discriminatorie nei confronti della nostra città, limitazione alla libertà di scelta del consumatore e meccanismi informativi poco trasparenti. E’ sulla base di queste premesse che l’Amministrazione di Palazzo San Giacomo e l’associazione MO BAST!, derivazione del più ampio movimento, da anni impegnata su questo fronte con una petizione all’Unione Europea, intendono proseguire facendo rete il proprio lavoro sul tema caro Rc Auto”. Lo ha dichiarato l’assessore Panini, già sottoscrittore alcuni giorni fa di un dossier inviato al Commissario europeo per la Concorrenza, Joaquìn Almunia, chiedendo di essere audito per ogni eventuale chiarimento nel merito della questione e per avanzare proposte laddove venissero richieste dalla Commissione.

“Ci chiediamo – ha dichiarato l’associazione MO BAST! – perché per la sola circostanza di essere residenti in una regione del Sud Italia si è costretti a pagare un premio assicurativo maggiore di oltre il 100% rispetto a un cittadino che risiede in una regione del Nord Italia, che abbia le stesse caratteristiche di guida, anzianità di assicurazione ed attestazione di rischio bonus/malus e ciò in presenza di statistiche relative ai rischi che vedono città come Napoli e Milano sullo stesso livello ( Vedi AGCM IC42 )”. Anche secondo i dati pubblicati dall’Ivass, un cittadino di 40 anni con autovettura 1300 di cilindrata a benzina, mentre a Milano spende 485 euro, a Napoli arriva a spendere almeno 1191 euro. Per questo l’assessore Enrico Panini si è impegnato a portare la questione sui principali tavoli, sia a livello italiano che europeo. “E’ arrivato il momento – ha concluso Panini – che la Commissione europea, l’AGCM (Antitrust), il Ministero per lo Sviluppo Economico (con l’ausilio dell’IVASS) e il Parlamento Italiano, intervengano seriamente, perché questo stato di cose è divenuto più che insostenibile per migliaia di cittadini del Comune di Napoli indebolendo i settori strategici dell’economia locale. Non contestiamo il dato della liberalizzazione, ma la costruzione di fatto di un cartello che determina una condizione di discriminazione, così come peraltro dimostrato dall’indagine conoscitiva dell’Autorità Antitrust di recente pubblicazione”.

RCAuto… nasce la “Carta di Bologna”.

Rientrando dalla mobilitazione contro il decreto Destinazione Italia,  alla quale abbiamo aderito, oggi ho modo di registrare un notevole fermento sulla rete.

Già tutti gli intervenuti auspicavano un tavolo comune “laico” (la filiera gestionale fatta da automobilisti, periti, patrocinatori stragiudiziali, avvocati, medici e carrozzieri) per riformare l’RCAUTO…
E’ stata varata LA CARTA DI BOLOGNA ovvero una serie di proposte (vedi foto) atte a liberalizzare VERAMENTE il mercato assicurativo, consci che la sola CONCORRENZA, unita alla TRASPARENZA del “sistema RCAUTO” porterà a vantaggi sensibili per tutti i soggetti interessati, sia sotto forma di tariffe chiare e concorrenziali che tramite la diminuzione “obbligata” delle tanto famigerate “truffe”, finalmente perseguite dalle compagnie assicurative….

Questo il link al Ns. discorso, mentre di seguito riporterò gli articoli di interesse.

1) Il perito assicurativo di Luigi Mercurio

2) Repubblica.it

3) Sicurauto.it

4) Strade Sicure di Maurizio Caprino

5) Carrozzeria.it

6) Secolo d’Italia

… contro il "caro" RCA.